In questi giorni l’influenza stagionale, i virus paralleli che stanno circolando e la variante K cominciano a fare sul serio. Era prevedibile che subito dopo le feste natalizie il picco sarebbe stato raggiunto per via delle riunioni in famiglia e il Capodanno e le previsioni non sono state affatto smentite. La Sicilia addirittura si conferma prima per numeri di accessi nei Ps con una percentuale in salita del 5% rispetto alla media nazionale.
Influenza stagionale, variante K e polmoniti: la situazione a Catania
Da qualche giorno tutti i Pronto Soccorso di Catania (e non solo) sono sotto pressione a causa dell’afflusso di malati con influenza. Ma quello che preoccupa di più sono i casi di polmonite grave che si stanno registrando già da due anni. “Alla Rianimazione del Policlinico – spiega il dottor Ettore Panascia, direttore del dipartimento – abbiamo attualmente tre casi di polmoniti gravi. Tutti e tre i pazienti, relativamente giovani, una donna di 49 anni e due cinquantenni, sono stati sottoposti ad Ecmo, la ventilazione extracorporea che esclude l’attività dei polmoni”.
“Devo dire – aggiunge il direttore della Rianimazione – che da due anni riscontriamo casi di polmoniti molto serie in soggetti non immunodefedati e questo è un problema di non poco conto”. Panascia ha aggiunto che appena un giorno fa la donna ricoverata è stata estubata e sembrerebbe in miglioramento, ma per gli altri due pazienti la prognosi resta molto seria. “Tutte e tre le persone che ho in reparto per influenza non sono vaccinate”.
Il nodo delle vaccinazioni
Si ripresenta prepotentemente il nodo delle vaccinazioni, che anche quest’anno sono state relativamente basse in percentuale rispetto a prima del Covid. “Purtroppo riscontriamo anche queste percentuali basse al Pronto Soccorso – spiega il direttore del dipartimento delle emergenze del Garibaldi Centro, dottor Giovanni Ciampi. – Siamo arrivati verosimilmente al picco dell’influenza stagionale e siamo pieni. Devo dire, però, che stiamo affrontando questo periodo con i giusti mezzi perché era già da un mese che eravamo preparati ad attutire l’impatto e non farci trovare impreparati. In reparto oggi abbiamo ben 80% di casi di persone non vaccinate e un 20% di soggetti che, pur essendo vaccinati, hanno avuto sintomi anche gravi della malattia tali da richiederne un ricovero. In questo caso, stiamo parlando di soggetti immunodepressi o anziani con comorbilità”.
Boom di casi anche al Pronto soccorso pediatrico del Cannizzaro, ma per fortuna senza gravi conseguenze. Per quanto riguarda i più piccoli i medici raccomandano di trasportare il bimbo in ospedale solo se si presentano sintomi respiratori seri, come difficoltà di respirazione accompagnata anche da rialzi febbrili molto alti.
L’idea di Iacobello: “Mascherine nel periodo influenzale”
Ogni anno quando gli ospedali vanno sotto pressione per l’epidemia influenzale si ripropone il tema della prevenzione. Poco tempo fa il direttore del dipartimento di Malattie infettive del Cannizzaro, Carmelo Iacobello, aveva proposto – proprio in un’intervista al QdS – per i mesi di dicembre e gennaio il ripristino della mascherina come agente preventivo contro le epidemie.
“Siccome – consigliava Iacobello prima delle Feste – in questo periodo non si può fare a meno di avere una vita sociale e familiare e di aggregazioni – spiegava -, se si accusa tosse e febbricola ma si intende ugualmente essere presenti a una riunione conviviale di lavoro o in famiglia, sarebbe molto utile indossare la mascherina a salvaguardia delle persone che ti stanno accanto. E azzarderei anche una proposta: recuperare l’uso della mascherina nel periodo influenzale e di massima evoluzione dell’epidemia non sarebbe una cattiva idea. Ma soltanto in questo periodo – puntualizza l’infettivologo -. In fondo si tratterebbe di indossare le mascherine soltanto per un mese e mezzo, sino a fine gennaio, periodo in cui si prevede il picco massimo”.
“Per il resto se si ha febbre alta e tosse il consiglio migliore è quello di restare al caldo e a letto, di non uscire, cercando di capire in particolare se si ha tosse secca, e quindi virale, oppure quella grassa, batterica che può evolvere in secrezione di muco giallastro con problemi polmonari”. Visto il numero dei casi in sensibile aumento in questi giorni, pare che i consigli del professionista non siano stati osservati…
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