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Infortuni sul lavoro in Sicilia, casi aumentati nei primi mesi del 2026

Infortuni sul lavoro in Sicilia, casi aumentati nei primi mesi del 2026
Repertorio

In esame il primo quadrimestre: nell’Isola 6.406 casi contro i 5.695 dello scorso anno con un +12,48% A presentare i numeri del report, Francesco Piastra, presidente comitato co.co.pro Inail

Aumentano gli infortuni sul lavoro in Sicilia: nei primi quattro mesi del 2026 si registra un incremento anche delle malattie professionali. I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto dell’Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Sotto esame il periodo tra gennaio e aprile

Sotto la lente di ingrandimento c’è il primo quadrimestre del 2026 gennaio-aprile che rispetto allo stesso periodo del 2025, conferma che le denunce sia per eventi traumatici sul lavoro che in itinere, cosi come le patologie professionali, purtroppo continuano a crescere.

Nell’Isola oltre 6.400 infortuni nel primo quadrimestre

Di fatto, nell’Isola gli infortuni sul lavoro sono stati 6.406 nei primi quattro mesi del 2026 mentre nello stesso periodo del 2025 erano stati 5.695, con una differenza del 12,48%. A cui vanno ad aggiungersi quelli in itinere: 1.378 nel 2026 contro i 1.272 nel 2025.

E mentre su base nazionale gli infortuni sul lavoro con esito mortale sono 191 nei primi quattro mesi dell’anno ed erano 207 nel periodo corrispettivo del 2025, in Sicilia il dato è in controtendenza e continua a salire.

Piastra: “Evidente che ci sia una sottodenuncia”

“Alla data aggiornata al 31 maggio 2026, i casi di infortunio e di malattia professionale per la provincia di Palermo risultano pari a 3.159 in totale, di cui 2.968 sono gli infortuni – afferma Francesco Piastra, presidente del comitato co.co.pro Inail – E a fine maggio i casi con esito mortale denunciati in Sicilia sono stati 29, contro i 22 di gennaio-aprile 2026. Nella sola provincia di Palermo i 10 casi registrati a fine aprile sono diventati già 13 a fine maggio. I comuni interessati: Bagheria, Bolognetta, Castronovo di Sicilia, Cefalù e Palermo. E i settori maggiormente colpiti industria, artigianato e terziario”.

Malattie professionali in netta crescita: sono quasi 39mila casi

Anche le malattie professionali appaiono in netta crescita. Su base nazionale si passa a 38.992 casi nei primi quattro mesi del 2026 contro i 33.126 dello stesso periodo del 2025. In Sicilia le malattie professionali denunciate sono 781 nell’arco temporale gennaio-aprile di quest’anno, erano 558 nello stesso periodo dello scorso anno.

“Quello che sorprende e ci deve far riflettere è la comparazione con le altre regioni, che fa evidenziare una sproporzione sospetta delle malattie professionali. È impossibile che la Sicilia abbia sostanzialmente le stesse denunce di una regione come il Molise, che dichiara 764 casi. Per dire, la Campania ne denuncia 1.450, la Puglia 4.545, la Sardegna 2.563, la Toscana 6.871”, osserva Francesco Piastra.

“È evidente – prosegue – che c’è una sottodenuncia, in quanto le aziende mirano a non fare emergere le malattie professionali per non aggravare il premio assicurativo e mirano a evitare di incorrere in sanzioni. E i lavoratori dipendenti di tante medie e piccole aziende, e in una realtà come la nostra dove c’è tanto lavoro sommerso, non denunciano nemmeno perché temono la reazione aziendale”.

Il presidente del comitato provinciale Inail prosegue: “C’è una responsabilità di tutto il sistema che non vigila. Ispettorato del Lavoro, Spresal, medici di base dovrebbero prestare maggiormente attenzione alle malattie professionali che riscontrano nei pazienti causate dal lavoro. Soprattutto in edilizia, nel terziario, nella logistica il dato sfugge ed è in questi settori che probabilmente troviamo migliaia di lavoratori che si ammalano di malattie a carico dell’apparato muscolo scheletrico. Tanti ammalati che non rientrano nelle prestazioni Inail. Il 29 giugno al prossimo comitato, alla presenza di Spresal, Ispettorato lavoro di Palermo e della direzione Inail, chiediamo che il tema delle malattie professionali venga approfondito”.

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