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Più digitale, più moderna, più competitiva: così cambia l’impresa siciliana

Più digitale, più moderna, più competitiva: così cambia l’impresa siciliana
Innovazione digitale

Il 55% delle aziende (Istat) ha introdotto delle novità nei prodotti o nell’organizzazione del lavoro

In Sicilia più di un’impresa su due, oggi, investe in innovazione. Le attività produttive dell’Isola hanno raggiunto il 55% di aziende innovative, quasi tre volte rispetto a vent’anni fa. Un risultato che la avvicina alla media italiana e riduce una distanza storica con il resto del Paese.

Imprese siciliane più innovative

Le imprese siciliane stanno quindi cambiando pelle. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, oggi più di un’impresa su due con almeno 10 dipendenti ha introdotto innovazioni nei prodotti, nei servizi o nell’organizzazione del lavoro. Significa che le aziende hanno deciso di modificare il proprio modo di operare per essere più competitive.

Il dato è particolarmente significativo se confrontato con quello di inizio anni Duemila. Tra il 2002 e il 2004 le imprese innovative in Sicilia erano appena il 20,4%. Quindi in vent’anni la quota è aumentata di oltre 34 punti percentuali, uno dei progressi più rilevanti registrati nel Paese.

La Sicilia oggi si colloca leggermente sotto la media nazionale, che si attesta al 55,7%, con una differenza di appena sette decimi di punto. Un divario ormai minimo, soprattutto se si considera che in passato il distacco era molto più marcato.

Italia, l’innovazione procede a velocità diverse

La fotografia italiana, però, continua a mostrare un Paese che procede a velocità diverse. In testa alla classifica ci sono il Piemonte e la Lombardia, dove quasi 6 imprese su 10 investono in innovazione, rispettivamente con il 59,9% e il 59,6%. Seguono Emilia-Romagna e Veneto, entrambe oltre il 56%.

La Sicilia, invece, si trova in una posizione intermedia, ma davanti ad alcune regioni del Centro e del Nord. Supera infatti Toscana, Marche, Lazio, Liguria, Abruzzo, Molise e Valle d’Aosta. Un risultato che smentisce l’immagine di un Mezzogiorno immobile e incapace di rinnovarsi.

Sicilia in crescita come innovazione

Anche il confronto con il Sud racconta una regione in crescita. La Sicilia presenta valori superiori alla Sardegna, ferma al 52,8%, e leggermente migliori rispetto all’aggregato formato da Puglia, Basilicata e Calabria, che si attesta al 54,6%. La Campania registra un dato lievemente più alto, pari al 55,2%, ma il distacco è minimo.

Quando si parla di innovazione, inoltre, non si fa riferimento soltanto all’acquisto di nuove tecnologie. Innovare può significare lanciare un nuovo prodotto, offrire un servizio diverso ai clienti, utilizzare strumenti digitali, semplificare l’organizzazione interna o trovare modi più efficienti per produrre e vendere. In altre parole, è la capacità di adattarsi ai cambiamenti e di cogliere nuove opportunità.

La crescita della Sicilia suggerisce che una parte importante del tessuto produttivo regionale sta cercando di compiere questo salto. Molte aziende hanno iniziato a investire nella digitalizzazione, nell’uso di strumenti informatici e nel miglioramento dei processi interni.

Altre hanno puntato su nuovi servizi e su forme di organizzazione più moderne. Restano tuttavia alcune criticità. Le regioni del Nord mantengono un vantaggio grazie a una maggiore presenza di grandi imprese, a investimenti più consistenti nella ricerca e a una collaborazione più stretta tra aziende e università. Si tratta di fattori che favoriscono la nascita e la diffusione delle innovazioni.

Sicilia, obiettivo salto di qualità: diffondere l’innovazione anche nelle imprese meno dinamiche

Per la Sicilia la sfida dei prossimi anni sarà trasformare il recupero quantitativo in un salto di qualità. Il fatto che oltre la metà delle imprese abbia già intrapreso un percorso di cambiamento rappresenta una base solida.

Il vero obiettivo, ora, è fare in modo che l’innovazione non resti un fenomeno limitato ad alcune realtà più dinamiche, ma diventi un elemento diffuso e stabile dell’economia regionale. I numeri indicano che la Sicilia ha iniziato a colmare il ritardo accumulato nel tempo.

La strada verso i livelli delle regioni più avanzate è ancora lunga, ma il divario non appare più insormontabile. E per la prima volta da molti anni, l’isola può guardare al proprio sistema produttivo con un cauto ma concreto ottimismo.

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