Aumentano l’età e i contributi da versare per andare in pensione (di vecchiaia o anticipata) dal biennio 2027 – 2028, anche se non per tutti: l’Inps – Istituto nazionale della previdenza sociale – ha pubblicato dei chiarimenti sulle ultime novità e i nuovi requisiti da rispettare in ambito pensionistico.
A che età si andrà in pensione dal 2027 e come cambiano i requisiti d’accesso
Tutti i dettagli su cosa cambia in merito all’accesso al sistema pensionistico dal 2027 li spiega la circolare INPS 16 marzo 2026, n. 28, che riguarda principalmente i seguenti trattamenti:
- pensione di vecchiaia (di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, del decreto-legge n. 201 del 2011);
- pensione anticipata (di cui all’articolo 24, commi 10 e 11, del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011);
- pensione anticipata per i lavoratori precoci (di cui all’articolo 1, comma 199, lettere a), b) e c), della legge n. 232 del 2016).
L’aumento dei requisiti di età e contributi avviene in maniera graduale: è di un solo mese nel 2027 e di tre nel 2028. Queste le nuove età per l’accesso alla pensione:
- Pensione di vecchiaia: 67 anni e un mese (dal 2027), 67 anni e tre mesi (dal 2028);
- Pensione anticipata: 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 11 mesi per le donne) nel 2027, 43 anni e un mese (42 anni e un mese per le donne) dal 2028.
Perché aumenta l’età per andare in pensione?
La circolare Inps del 16 marzo 2026 recepisce le disposizioni della Legge di Bilancio 2026 in materia pensionistica e il decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che prevedono un “adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita per il biennio 2027-2028″. Questo è il motivo per il cambiamento graduale dei requisiti e dell’età – anagrafica e contributiva – per andare in pensione.
Categorie escluse ed esenzioni
Dal 2027 cambiano l’età e alcuni requisiti per andare in pensione, ma non per tutti. Ci sono delle esenzioni, che riguardano:
- lavoratori impegnati “in attività gravose o particolarmente faticose e pesanti” (es. turnisti notturni, addetti alle catene di montaggio o lavoratori appartenenti a categorie usuranti”);
- lavoratori precoci che svolgono mansioni pesanti (il requisito contributivo, per loro, rimane a 41 anni).
L’Inps, inoltre, chiarisce in una nota che “l’esenzione non si applica invece a chi al momento del pensionamento beneficia dell’APE Sociale“. Per quanto riguarda il personale delle forze armate, di polizia e dei vigili del fuoco è invece previsto un “incremento aggiuntivo dei requisiti d’accesso alla pensione graduale, con possibili esclusioni o applicazioni parziali”. I chiarimenti in merito arrivano sempre tramite decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri.
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