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Gli invasi siciliani tornano a respirare: +65% di acqua in un anno

Gli invasi siciliani tornano a respirare: +65% di acqua in un anno
Palermo, diga Rosamarina (Repertorio)

A maggio nelle dighe risorse per 617 milioni di metri cubi: nonostante il perdurare di alcune criticità, l’Isola si presenta all’appuntamento con la stagione estiva in condizioni migliori rispetto al passato

PALERMO – La Sicilia torna a riempire i suoi serbatoi e archivia, almeno per ora, l’incubo della sete. A maggio scorso nei principali invasi siciliani dell’Isola sono conservati complessivamente 617 milioni di metri cubi d’acqua, un patrimonio idrico che segna un balzo del 65% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e una crescita del 6% rispetto ad aprile. In termini assoluti significa oltre 242 milioni di metri cubi in più rispetto al maggio 2025 e circa 32 milioni in più nell’arco di un solo mese. Un’inversione di tendenza netta che restituisce ossigeno ad agricoltura, acquedotti e attività produttive dopo mesi segnati dall’emergenza siccità.

I dati dell’Autorità di Bacino: il recupero delle dighe siciliane

I dati dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana fotografano una situazione molto diversa da quella vissuta appena dodici mesi fa. Se nel maggio 2025 gli invasi contenevano 374,95 milioni di metri cubi, oggi il volume è salito a 617,01 milioni. Un recupero che interessa gran parte delle dighe siciliane. Tra gli incrementi più significativi spicca la diga Poma che raggiunge 61,84 milioni di metri cubi, con un aumento di 13,11 milioni rispetto ad aprile e oltre 32 milioni rispetto allo scorso anno. Cresce in modo consistente anche la diga Garcia, nel bacino del Belice sinistro, che passa da 37,64 a 48,06 milioni di metri cubi in un solo mese, guadagnando oltre 28 milioni rispetto al maggio 2025. Risultati importanti arrivano anche da Rosamarina, che sale a 66,71 milioni di metri cubi contro i 22,89 registrati un anno fa, e dalla diga Don Sturzo, che raggiunge 72,55 milioni contro i 39,86 del 2025.

Invasi ancora critici e andamento delle riserve idriche

La ripresa riguarda anche alcuni invasi che dodici mesi fa si trovavano in condizioni critiche. La diga Disueri passa da appena 0,35 milioni di metri cubi a 0,27, rimanendo ancora su livelli bassi, ma il dato evidenzia come alcune strutture continuino a soffrire nonostante il miglioramento generale. Situazione simile per Comunelli, ferma a 0,08 milioni di metri cubi, lo stesso valore dell’anno scorso. Restano dunque presenti aree di fragilità che richiedono attenzione e monitoraggio. Guardando alle variazioni mensili, il quadro appare nel complesso positivo. Oltre a Poma e Garcia, aumentano Rosamarina (+10,20 milioni rispetto ad aprile), Ancipa (+6,59 milioni), Piana degli Albanesi (+2,45 milioni) e Trinità (+2,26 milioni). Segnali che confermano gli effetti delle precipitazioni registrate nei mesi precedenti e la capacità degli invasi di trattenere risorse in vista dell’estate.

Le dighe più piene e la sfida della gestione dell’acqua

Non mancano però i serbatoi in lieve arretramento. Pozzillo, uno dei più grandi dell’Isola, perde 3,57 milioni di metri cubi rispetto ad aprile, pur mantenendo una disponibilità di oltre 52 milioni. In calo anche Arancio (-0,19), Rubino (-0,16), Santa Rosalia (-0,11) e Piano del Leone (-0,39). Flessioni contenute che, almeno per il momento, non sembrano compromettere il quadro complessivo. Particolarmente interessante è il confronto con la capacità massima degli invasi. Alcune dighe risultano ormai vicine ai livelli ottimali. Lentini supera i 98 milioni di metri cubi, quasi tre quarti della capacità disponibile. San Giovanni raggiunge 15,8 milioni su 16,3, mentre Santa Rosalia supera addirittura il volume teorico indicato di 20 milioni, attestandosi a 21,08. Anche Rosamarina, Poma e Garcia mostrano percentuali di riempimento nettamente superiori a quelle registrate un anno fa.

Sicilia e siccità: numeri in netto miglioramento

I grafici dell’anno idrologico evidenziano inoltre una tendenza comune: dopo un autunno e un inizio inverno caratterizzati da livelli ancora modesti, molti invasi hanno registrato una brusca accelerazione tra febbraio e aprile, periodo in cui si concentra gran parte della crescita osservata oggi. È il caso di Garcia, Poma, Don Sturzo, Ancipa e Rosamarina, protagonisti della ripresa più marcata. La fotografia scattata a maggio racconta, dunque, una Sicilia che ha recuperato una parte importante delle riserve idriche perdute durante la lunga fase di siccità. L’emergenza non può dirsi definitivamente archiviata, perché il sistema resta esposto alla variabilità climatica e alcune dighe continuano a mostrare livelli preoccupanti. Tuttavia, rispetto a un anno fa, il quadro è profondamente cambiato. I numeri parlano di una regione che torna ad accumulare acqua e che si presenta all’appuntamento con l’estate in condizioni decisamente più favorevoli. La vera sfida, adesso, sarà trasformare questa abbondanza ritrovata in una gestione efficiente delle risorse idriche e duratura.