Invasione suini e daini nelle Madonie, la Regione avvia censimento - QdS

Invasione suini e daini nelle Madonie, la Regione avvia censimento

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Invasione suini e daini nelle Madonie, la Regione avvia censimento

Vincenzo Lapunzina  |
lunedì 28 Marzo 2022 - 19:10

Dopo la denuncia del QdS, nei giorni scorsi Parco e Assessorato hanno sollecitato la definizione del censimento dei capi di cervide presenti all’interno dell’area

L’ingombrante invasione di suidi e daini all’interno del Parco delle Madonie, sembra essere sfuggita di mano alle istituzioni, nonostante il presidente del Parco, Angelo Merlino e l’assessore al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, stiano profondendo il massimo impegno alla risoluzione definitiva dell’invasione.

Presto il censimento degli animali

Nei giorni scorsi Parco e Assessorato hanno sollecitato la definizione del censimento dei capi di cervide presenti all’interno dell’area Parco.
Circa 60 persone, coordinate dallo studio Agrofauna di Livorno e che hanno svolto il corso di abilitazione alla “caccia di selezione”, hanno osservato la presenza dei daini in diverse postazioni sparse all’interno del perimetro dell’area protetta. Dopo un pomeriggio di osservazione (sabato scorso) i dati sono stati riportati in una scheda che è in fase di elaborazione.

«Il personale coinvolto – riferisce a QdS, Daniele Scarselli, titolare di Agrofauna – ha stimato il numero di maschi e femmine, distinti per adulti, giovani e piccoli. Il rilevamento è risultato abbastanza esaustivo».
I professionisti incaricati dall’Ente, secondo quanto riferito a QdS dal presidente Merlino, dovrebbero stimare scientificamente il numero di esemplari “al pascolo”, al fine di proporre una strategia di prevenzione dei danni che questa specie non autoctona continuerebbe a provocare, oltre che alla vegetazione spontanea anche alle colture e ai pascoli.

La denuncia degli agricoltori delle Madonie

A tal proposito, QdS nei giorni scorsi ha intervistato Angelo Merlino e Fulvio Meli, in rappresentanza degli agricoltori e allevatori della Madonie, “vittime” dell’incontrollabile presenza di daini e suidi in area parco, pre parco e, addirittura, fuori dal perimetro dell’area protetta.

Meli, all’indomani dell’intervista, si è dichiarato «soddisfatto dell’avvio del censimento dei daini da parte del Parco e dell’Assessorato». «È un primo passo. – afferma Meli – Grazie per averci dato voce».
Nel corso dell’intervista Merlino ha ascoltato con attenzione l’appello sui disagi vissuti quotidianamente dagli allevatori e dagli agricoltori madoniti.

La richiesta, pervenuta da parte di chi la battaglia (contro daini e suidi) la perde ogni giorno, è stata chiara: «eradicare dal territorio madonita daini e suidi».

Richiesta dello stato di emergenza

Per arrivare a questo necessita una norma ad hoc, che potrebbe essere introdotta a seguito della richiesta a Palazzo Chigi dello stato di emergenza da parte del Governo regionale.
Merlino, nel corso dell’intervista, ha preso l’impegno di convocare un Consiglio del Parco affinché i sindaci dei 15 Comuni che lo compongono possano approvare uno specifico ordine del giorno che solleciti l’assessore Cordaro a proporre alla Giunta regionale di attivare il percorso.

Determinato il presidente del Parco

«Ho preso l’impegno con Meli e QdS e lo manterrò – ha dichiarato Merlino – Nelle prossime ore convocherò il Consiglio con apposito punto all’ordine del giorno».
Mentre la burocrazia farà il suo corso il Parco si è dotato del piano di selecontrollo, servirà, almeno nell’immediato a ridimensionare l’entità dei danni provocati da suidi e daini, che si riproducono in maniera esponenziale. Circa 60 cacciatori abilitati dall’Ente, se opportunamente coordinati potrebbero fare la loro parte.

Richieste di risarcimento liquidate

Per la cronaca, dal 2001 al 2021 l’Ente Parco ha liquidato € 1.117.546,47, a seguito delle richieste di risarcimento danni provocati all’interno dell’area protetta da suidi e daini. Da considerare anche quelli al di fuori del perimetro del Parco, in questo caso chi subisce il danno (una moltitudine di proprietari di fondi) non ha diritto ad alcun indennizzo.
Oltre un milione di euro sottratti negli anni
alle attività di promozione del Parco, per il semplice fatto che al tempo qualcuno non si è accorto che la recinzione, dove erano allevati i suidi e i daini, era divelta.

Vincenzo Lapunzina

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