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Dalla filiera alla fabbrica, 51 milioni per l’agroalimentare siciliano: l’Isola alla conquista di nuovi mercati

Dalla filiera alla fabbrica, 51 milioni per l’agroalimentare siciliano: l’Isola alla conquista di nuovi mercati
Agroalimentare, foto di Towfiqu barbhuiya da Pexels

La graduatoria per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli: la Regione Siciliana punta a rafforzare la competitività

Diciannove progetti ammessi al finanziamento e cinque esclusi. Sul tavolo, investimenti per oltre 51 milioni di euro e contributi richiesti per circa 25,6 milioni. È questo il quadro che emerge dalla graduatoria regionale dell’intervento dedicato agli investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, una delle misure attraverso cui la Regione Siciliana punta a rafforzare la competitività della filiera agroalimentare.

La misura rientra nel piano strategico della Pac 2023-2027 e prevede una dotazione finanziaria complessiva di 70 milioni di euro.

Il bando

Il bando, approvato nel febbraio scorso, sostiene investimenti destinati alla lavorazione, trasformazione, conservazione, confezionamento e commercializzazione delle produzioni agricole, oltre agli interventi per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo aziendale. Finanziata una vasta varietà di attività produttive: sementi, mangimistica, avicoltura, ortofrutta, trasformazione alimentare, lattiero-caseario, agrumi e carrube.

A guidare la graduatoria per valore del contributo richiesto è Avimecc spa, con un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un contributo richiesto di 3,7 milioni.

Il progetto

Il progetto si inserisce nel comparto della trasformazione agroalimentare legata alla filiera avicola. Subito dopo si colloca Lbg Sicilia srl, con un investimento di circa 7,4 milioni di euro e un contributo richiesto di 3,71 milioni. Un altro intervento di notevole dimensione è quello di Mediterranea Mangimi spa, che prevede una spesa di circa 6 milioni di euro, con un contributo richiesto di quasi 3 milioni.

Importante anche il progetto di Agrumaria Corleone spa, che presenta una spesa richiesta di circa 5,62 milioni di euro e un contributo di oltre 2,8 milioni. Il progetto è riconducibile alla filiera agrumicola e punta dunque a rafforzare una delle produzioni simbolo dell’agricoltura siciliana.

Le tecniche di lavorazione innovative e i canali commerciali

Tra gli interventi più rilevanti figura inoltre quello di Sis-Società Italiana Sementi spa, prima classificata con 82 punti: investimento di circa 2,5 milioni di euro e contributo richiesto di oltre 1,2 milioni. Il progetto riguarda un settore strategico come quello delle sementi e presenta, tra gli elementi valutati, l’impiego di tecniche di lavorazione innovative e la presenza di diversi canali commerciali. Dalla lettura della graduatoria emerge con chiarezza la direzione che la Regione intende imprimere al settore.

Non si tratta soltanto di finanziare nuovi impianti o aumentare la capacità produttiva. I criteri di selezione premiano infatti elementi come innovazione dei prodotti trasformati, tecniche di lavorazione innovative, presenza sui mercati, esportazioni, e-commerce, solidità economica, valorizzazione delle materie prime e caratteristiche ambientali. È significativo, ad esempio, il caso di Marullo spa, seconda classificata con 76 punti, che ha presentato un progetto da quasi 2 milioni di euro, con un contributo richiesto di oltre 990 mila euro. La valutazione prendeva in considerazione anche l’innovazione nella composizione dei prodotti agricoli trasformati.

La valorizzazione delle materie prime agricole

Interessante anche la posizione di Dicomm Dal Tropico srl, che ha previsto un investimento di circa 765 mila euro e un contributo di quasi 383 mila euro. Tra i criteri esaminati figurano innovazione del prodotto, tecniche di lavorazione innovative e valorizzazione delle materie prime agricole. Il quadro complessivo mostra dunque una Sicilia agroalimentare che punta a trasformare maggiormente all’interno del territorio le proprie produzioni, migliorare la capacità industriale delle aziende e conquistare nuovi mercati.

L’obiettivo del bando è infatti collegato al rafforzamento della produttività, della redditività e della competitività delle imprese, insieme al miglioramento delle performance ambientali, dell’efficienza energetica e dell’uso sostenibile delle risorse. Sommando gli importi dei progetti che hanno avuto il disco verde, figurano investimenti complessivi per circa 51,3 milioni di euro, a fronte di 25,65 milioni di euro di contributi richiesti. Un dato che rende evidente la dimensione dell’operazione e il potenziale effetto sul sistema produttivo siciliano.

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