La tensione tra USA e Iran continua a salire: il dialogo programma nucleare del paese e sulla produzione di missili balistici non ha di fatto portato a nulla e nelle scorse ore la CNN – citando fonti vicine all’amministrazione Trump – lancia l’ipotesi che l’attrito possa dare vita a un un nuovo attacco da parte degli USA.
Dopo la “mossa” venezuelana, che ha portato all’arresto del presidente Maduro, quindi, non si escludono nuovi movimenti internazionali e su vasta scala della presidenza statunitense.
Tensione USA-Iran sul nucleare e l’ipotesi di un attacco
Tra le opzioni per un potenziale attacco all’Iran, il presidente americano Donald Trump starebbe valutando attacchi aerei contro i leader iraniani e i funzionari dell’articolato gruppo di sicurezza che da settimane risponde con la repressione alle violente – e sanguinose – rivolte contro il caro vita. Un gruppo d’attacco di portaerei statunitense si troverebbe già nella Regione: si tratta del Gruppo della Portaerei USS Abraham Lincoln, entrato nell’Oceano Indiano lo scorso lunedì e sufficientemente vicino all’Iran da poter eventualmente intervenire.
L’ultimatum di Trump è chiaro: l’Iran torni al tavolo delle trattative sul nucleare o gli USA scateneranno la loro “imponente armada” contro il Paese dando vita a un attacco peggiore di quello dell’operazione Midnight Hammer del giugno 2025. “Il tempo sta per scadere”, scrive il tycoon sui social. Non tarda la risposta dell’Iran: in un post su X, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato che l’Iran vuole arrivare a un “accordo nucleare vantaggioso, giusto ed equo, su un piano di parità e libero da coercizioni, minacce e intimidazioni”; in caso di attacco, però, le forze armate iraniane sarebbero “pronte, con il dito sul grilletto, a rispondere immediatamente e con forza a qualsiasi aggressione contro la nostra amata terra, il nostro cielo e il nostro mare”.
Anche l’ambasciata iraniana all’Onu ha risposto all’ultimatum: “L’ultima volta che gli Stati Uniti si sono lanciati in guerre in Afghanistan e Iraq, hanno sperperato oltre 7.000 miliardi di dollari e perso più di 7.000 vite americane. L’Iran è pronto al dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci, ma, se costretto, si difenderà e risponderà come mai prima. E sta già cominciando a farlo, dato che le ultime notizie parlano di esercitazioni militari imminenti nello strategico Stretto di Hormuz.
A scopo precauzionale, nel corso della discussione sull’Iran nel Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha informato i colleghi che l’Italia ha provveduto a ritirare, “in via precauzionale”, circa la metà dei dipendenti italiani dell’ambasciata a Teheran. La Russia, nel frattempo, osserva la situazione e si dice pronta a evacuare la centrale nucleare di Bushehr se necessario.
La decisione europea: “Pasdaran terroristi”
Mentre il mondo rimane col fiato sospeso in attesa di sviluppi sulla vicenda Usa-Iran, anche l’Europa prende posizione dopo le settimane turbolente e segnate da caos e morte a causa delle proteste contro il caro vita. Il Corpo dei pasdaran – le guardie della Rivoluzione Islamica – è finito nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Ue.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha commentato durante un’intervista a Cinque Minuti: “L’Europa non si nasconde. In Iran abbiamo un regime oppressivo, migliaia di iraniani uccisi e circa mille arrestati per motivi politici”. Anche l’Italia ha sostenuto la decisione ma – sostiene il ministro Tajani al margine del Consiglio Affari Esteri – “questo non significa che non si debba dialogare” con l’Iran.
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