“Questo stabilimento è la prima raffineria d’Italia, tra le prime in Europa. Il primo atto del mio ministero è stato un decreto legge che costruiva un cordone sanitario, un cordone di sicurezza attorno allo stabilimento. Oggi l’Europa comprende meglio perché”. A dirlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al dopolavoro Isab di Città Giardino, a Siracusa, dopo la visita agli stabilimenti Isab, recentemente acquisiti da Ludoil, azienda italiana che li ha rilevati da Goi Energy.
Il problema dell’Europa
Nel corso dell’incontro, il ministro ha aggiunto: “Il problema dell’Europa in questo momento – ha aggiunto – sono le raffinerie che noi abbiamo sapientemente, con lungimiranza, responsabilità e consapevolezza, tutelato, mentre altrove in Europa si continuavano a chiudere”.
Sul fronte delle questioni legate all’energia ha detto: “L’Europa era già circondata dai conflitti che nel frattempo si sono propagati dal fronte orientale al fronte meridionale, tagliando le linee di approvvigionamento energetico del nostro continente”. Urso ha ricordato che la raffineria oggi è “in mani ancora più sicure, perché mani italiane”.
La visita alla raffineria Isab-Ludoil
La visita del ministro Urso è avvenuta questa mattina nel complesso industriale Isab nell’area Priolo-Melilli-Siracusa, primo polo di raffinazione del Paese, a dieci giorni dal closing che ne ha affidato il controllo a una proprietà italiana, il Gruppo Ludoil. Ad accogliere il ministro sono stati il presidente del Gruppo Ludoil, Donato Ammaturo, e l’amministratore delegato di ISAB, Paolo Fedeli.
Dalla sala controllo, che governa l’intero ciclo produttivo, alle unità di processo, il ministro ha attraversato l’impianto per poi incontrare i lavoratori, alla presenza del Prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, dei sindaci del territorio e delle rappresentanze sindacali.
Il confronto
Il confronto ha riunito per la prima volta attorno alla nuova guida le istituzioni, le comunità locali e chi nel sito lavora ogni giorno, nel segno di una continuità industriale che l’intero sistema Paese ha contribuito a preservare e a rilanciare.
Isab vale oltre un quinto della capacità di raffinazione italiana, con circa mille dipendenti diretti e altre duemila persone attraverso le imprese dell’indotto, e costituisce un pilastro della sicurezza energetica del Paese. Il piano industriale annunciato dal Gruppo Ludoil prevede investimenti per 1,3 miliardi di euro, nell’arco del prossimo quinquennio, destinati alla piena efficienza degli impianti e allo sviluppo dei biocarburanti, con la conferma dell’intero organico.
Urso: “Isab esempio di difesa dell’interesse nazionale”
“Isab rappresenta un esempio concreto di come si può difendere l’interesse nazionale attraverso scelte strategiche di politica industriale”, ha dichiarato Urso.
“Quattro anni fa, appena giunti al governo, abbiamo impedito la chiusura del principale polo di raffinazione italiano; oggi Isab torna in mani italiane, con la piena tutela degli occupati e 1,3 miliardi di investimenti”, ha aggiunto. “Aver preservato la nostra capacità di raffinazione, mentre altri Paesi europei la riducevano, è stata una scelta lungimirante: oggi l’Italia produce più gasolio di quanto ne consumi e dispone di una capacità industriale strategica, che può contribuire alla sicurezza energetica del nostro Paese e dell’Europa”, ha spiegato.
“Isab si propone come un esempio virtuoso di eccellenza nell’impiantistica industriale e ambientale, centrale per il Paese e traino per il territorio che la ospita da cinquant’anni”, ha aggiunto Paolo Fedeli, amministratore delegato di Isab.
1,3 miliardi di investimenti da parte di Ludoil
Il ministro ha fatto visita al complesso industriale Isab di Priolo-Melilli-Siracusa a pochi giorni dal passaggio del controllo al Gruppo Ludoil. Al centro dell’incontro con vertici aziendali, lavoratori, istituzioni e sindacati il futuro del principale polo di raffinazione italiano, che rappresenta oltre un quinto della capacità nazionale.
La nuova proprietà ha annunciato un piano da 1,3 miliardi di euro in cinque anni per l’efficienza degli impianti e lo sviluppo dei biocarburanti, confermando l’intero organico. Il Ministro ha inoltre ricordato le scelte politiche e industriali portate avanti dal Governo Meloni in questi anni, per difendere l’importanza strategica di disporre di raffinerie in territorio italiano, elogiando infine il percorso di rilancio energetico che ha visto pochi giorni fa, approvare il decreto sul nucleare.
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