Il problema culturale del lavoro nero deve essere affrontato colpendo la certezza matematica, o quasi, della probabilità di ricevere ispezioni. Per questa ragione, l’Inps regionale diretto da Sergio Saltalamacchia – che nelle scorse ore ha presentato la relazione sul fenomeno con i dati del 2025 – ha posto in essere due attività “inedite” in Sicilia contro il proliferare delle irregolarità sul lavoro.
Lavoro, le attività dell’Inps contro le irregolarità in Sicilia
Una delle attività annunciate riguarda le località in cui di ispettori Inps sono poco abituati a vederne. Nel caso specifico si parla di isole minori. Tra giugno ed agosto del 2024 sono state visitate aziende del settore ristorazione, commercio ed edilizia di Pantelleria, Favignana e Panarea. Emblematico il caso di quest’ultima, dove su 7 accessi sono risultati 8 lavoratori in nero e sulla quale all’arrivo degli ispettori sono partite 27 comunicazioni di nuove assunzioni nello stesso giorno.
L’altra attività inedita avviata dall’Istituto diretto in Sicilia da Sergio Saltalamacchia è stata battezzata con il nome di “black day”. Si tratta di una campagna di ispezioni che il direttore regionale definisce “a vista” e finalizzata fornire la percezione alle aziende della presenza nel territorio degli ispettori dell’Inps. “Nel mese di febbraio abbiamo dedicato una giornata ispettiva, quindi tutti i nostri ispettori in Sicilia sono andati su aree settoriali specifiche per verificare, al netto delle nostre informazioni da intelligenza artificiale, il rispetto degli obblighi contributivi”, spiega il direttore regionale precisando che, nel corso del black day di febbraio, “su 56 accertamenti ispettivi fatti a vista sono stati trovati 66 lavoratori a nero”.
Sergio Saltalamacchia: “Problema etico”
Le case di riposo, spiega al QdS il direttore regionale, “nel 2024 erano state ispezionate in maniera massiva da parte dell’Inps e nel 2025 abbiamo replicato questa attività registrando addirittura dei dati ancora più clamorosi rispetto all’anno precedente”. La morale, secondo Saltalamacchia, è che “sicuramente c’è un problema culturale, un problema etico in questa regione che va affrontato in tutte le sedi istituzionali; diversamente ci troveremo ad avere sempre un numero di risorse finanziarie inadeguato rispetto alle aspettative ed ai diritti dei cittadini, come quelli costituzionali, dal diritto all’istruzione all’assistenza disabili e al welfare”.
Per intervenire, e invertire il trend, come in ogni analoga situazione, è necessario un drastico cambio di paradigma nella valutazione furbesca delle imprese. Lo Stato dovrebbe essere presente fino al punto di non concedere la possibilità di rischiare – anche con l’evasione contributiva – perché troppo alta la percentuale di probabilità di accertamento e quindi anche di sanzione. Su questo fronte si parte, però, da uno scenario che vede attivi in Sicilia 72 ispettori Inps nel 2025 a fronte dei 79 del 2024 e un Istituto che in Sicilia opera grazie al “prestito”, da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro, di una settantina di ispettori aggregati.
Piano e obiettivi per la nuova generazione di ispettori
Entro il 2026 dovrebbe avviarsi, e anche concludersi, il concorso regionale per l’arruolamento dei nuovi ispettori Inps regionale siciliano. “Abbiamo visto il nostro organico progressivamente dimezzarsi in meno di dieci anni”, afferma Sergio Saltalamacchia, confermando che già i 79 ispettori presenti in organico nel 2024 erano abbondantemente inferiori al fabbisogno. “Noi abbiamo avuto finora quattro reclutamenti, tornando indietro fino a circa trent’anni fa, poi ce n’è stato un altro con selezione interna sul 2000-2001 e un concorso esterno nel 2009”, racconta il direttore regionale spiegando che all’Inps ci sono quindi tre generazioni di ispettori e che la prima generazione è già andata in pensione. A breve, però, andrà in pensione anche la seconda.
“Quindi è rimasta soltanto la terza generazione di ispettori – dice Saltalamacchia – e a livello nazionale ci sono circa 540 ispettori, almeno una cinquantina dovremmo recuperarli”. Così se entro il 2026 arriverà la quarta generazione di ispettori Inps a dare manforte. Sul fabbisogno stimato, la risposta di Saltalamacchia è caustica: “Potrebbe tendere da qui a infinito, ma sicuramente dovremmo arrivare a 150 ispettori”. La Sicilia è un caso a parte, con la propria autonomia che talvolta si traduce nell’esatto opposto del concetto di autonomia. “In Sicilia non ha ruolo l’Istituto nazionale del lavoro, perché lo statuto regionale ha competenza esclusiva in termini di lavoro”, spiega il direttore regionale.
Le esigenze di personale dell’Inps fanno i conti con le esigenze della pubblica amministrazione e con quelle poi dei cittadini, spesso complici del meccanismo della evasione contributiva, quindi del lavoro nero, e della conseguente carenza di risorse pubbliche. “Pare che il problema in Italia – dice Sergio Saltalamacchia – sia solo della pubblica amministrazione, perché basta il caso, talvolta usato ad arte, per far vedere quanto male siano spesi i soldi dei cittadini; il problema non è soltanto come viene speso il denaro pubblico ma che non ci sono risorse sufficienti. I nostri medici sono pagati la metà che in Inghilterra, in Germania e altrove; è chiaro che se dovremo continuare a gestire i nostri servizi pubblici con queste risorse ci troveremo sempre dei servizi che non sono al livello del resto dell’Europa”.

