“Tutto va bene, madama la marchesa”, disse Nunzio Filogamo riprendendo il testo della canzone francese di Ray Ventura. Sembra questo il leitmotiv del Governo, che porta a dimostrazione dell’assunto l’aumento dell’occupazione e il contenimento dei conti.
Ma questi due elementi positivi non bastano per guardare al futuro perché, come sosteneva il famoso economista John Maynard Keynes (1883-1946), quando mancano gli investimenti la ricchezza non può aumentare e con essa il Pil, gli introiti dalle tasse e via elencando.
Pnrr: 122,6 miliardi da restituire e 6,5 miliardi l’anno di interessi dal 2028 al 2058
Vogliamo ricordare che il Pnrr 2021/2026 ha portato potenziali risorse allo Stato italiano per circa 194 miliardi, di cui, però, 122,6 devono essere restituiti in trent’anni (dal 2028 al 2058), maggiorati di un interesse, per circa 6,5 miliardi l’anno.
Al di là di questo onere finanziario, che graverà sulle casse dello Stato ogni anno, il guaio è che a bocce ferme il bilancio 2027 non prevede risorse per gli investimenti, quindi la situazione di stallo attuale continuerà l’anno prossimo, per il quale è infatti previsto un incremento del Pil intorno allo 0,5/0,7.
L’Ue certifica il record negativo: debito pubblico al 138,4% e Pil allo 0,6%, ultimi in Europa
In questo quadro, non positivo, arriva l’Unione europea con le sue statistiche, che proclama – udite udite – l’Italia finalmente prima in Europa. Purtroppo, però, per un dato negativo e cioè per il debito pubblico, che è arrivato a circa 138,4 per cento. E per non farci mancare nulla, la stessa Ue dichiara l’Italia ultima per Pil, con lo 0,6 per cento.
Probabilmente, in questi ultimi vent’anni il nostro Paese non aveva mai raggiunto tali due record negativi. Le cause sono note e ve ne illustriamo qualcuna.
PA inefficiente, leggi oscure e cultura del favore
In primo luogo, riguardano l’inefficienza della Pa, che complica la vita a cittadini e imprese. Poi vi è la farraginosità e la complessità di tante leggi oscure, che accentuano le difficoltà per cittadini e imprese. Inoltre bisogna sottolineare l’inefficacia generale dei pubblici dipendenti (dai dirigenti in giù), che vanno a lavoro per avere lo stipendio e non per produrre quei servizi che la macchina ha il dovere di erogare, possibilmente di qualità.
In questo quadro, la classe istituzionale ha una grave responsabilità: non è capace di approvare leggi semplici e trasparenti, comprensibili a tutti, come prescrive la Costituzione.
Cosicché, la spesa pubblica, anziché essere un incentivo per la crescita del Pil, è diventata una zavorra per l’economia, in quanto non produce i benefici che ogni spesa dovrebbe produrre.
Finanza, energia, armi e farmaci frenano l’Italia
Vi è un’altra questione di fondo che il nostro Paese non è capace di affrontare e cioè la mancanza di concorrenza in tanti settori, ove dovrebbe prevalere il più bravo e non il raccomandato. È una storia vecchia come il cucco, che noi non ci stanchiamo di ripetere perché fino a quando esisterà la cultura del favore, anziché la cultura del merito, il nostro Paese non potrà progredire. Ad esempio, nella Pa non c’è il merito perché sono tutti figli di Maria, indipendentemente dai risultati raggiunti.
Quando responsabili delle istituzioni (di qualunque livello) devono nominare qualcuno, pensano spesso all’amico o al parente e non a quello bravo. Cosicché, abbiamo una Pa farcita di raccomandati e non di persone competenti, capaci di affrontare e risolvere i problemi quotidiani e quindi di consentire all’Italia di crescere sotto tutti i profili.
Poi vi è l’altra questione annosa delle lobby, dei centri di potere e di tutti coloro che cercano di spingere i responsabili delle istituzioni a prendere decisioni a proprio favore e non nell’interesse generale. E siccome i posti di vertice sono occupati troppo spesso da professionisti della politica, che vogliono continuare a mantenere il posto e i relativi privilegi, ecco che non possono negare a chi fa pressioni (indebite) di fare ciò che vogliono.
Fra questi gruppi di pressione dobbiamo elencare la finanza, l’energia, le armi e i farmaci. Riflettete sui vantaggi che hanno questi gruppi nel far prendere decisioni a loro favore ai responsabili delle istituzioni.
In questo quadro, solo i cittadini possono modificare la situazione. Ma essi non vanno a votare e quindi la stessa rimane così com’è. Amen!

