Roma, 11 giu. (askanews) – “L’auspicio della Repubblica Italiana è che anche in Asia sia al più presto appianata ogni fonte di tensione. Mi riferisco anzitutto alla stabilizzazione della penisola coreana, riponendo speranza nella Sua politica di dialogo. Penso alle dispute marittime nell’Indo-pacifico e ai rischi di alterazione degli equilibri. Penso alle sofferenze della popolazione in Myanmar, agli scontri di confine tra Tailandia e Cambogia”. Così il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, nel corso del brindisi al Quirinale con il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung.
“La strada che la civiltà suggerisce è quella del dialogo e della cooperazione, per poter vivere in pace e affrontare le questioni comuni perché globali del tempo presente: le proficue esperienze dell’associazionismo regionale, basti guardare all’ASEAN, sono, in questo senso, preziose”, ha aggiunto.
“Va contrastato e fermato il diffondersi di una deriva di conflittualità permanente, talvolta predatoria, lesiva della libertà negli scambi, di navigazione, che impedisce di puntare a esistenze dignitose. Nessuno meglio del popolo coreano può cogliere quanto la comunità internazionale abbia bisogno di tendere verso l’ideale racchiuso nel concetto di “jeong”: la ricerca di un’armonia nelle relazioni sedimentata nel tempo, grazie alla frequenza delle interazioni, delle occasioni di incontro e di condivisione”, ha aggiunto il capo dello Stato.
Mattarella ha poi citato “l’esempio illuminante” degli scritti della premio Nobel Han Kang, che, “attraverso i suoi romanzi, ci ricorda l’importanza di coltivare l’empatia tra gli esseri umani, oltre i confini e le barriere, e ci invita ‘a non dimenticare mai che ogni singola persona che incontriamo appartiene all’umanità’”.

