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Italmopa: per frumento tenero in 2026 incremento volumi del 10%

Italmopa: per frumento tenero in 2026 incremento volumi del 10%

A 3 mln di tonnellate, qualità più che soddisfacente

Roma, 20 lug. (askanews) – Stando alle stime di Italmopa, l’associazione industriali mugnai d’Italia aderente a Confindustria e FederPrima, il raccolto nazionale 2026 di frumento tenero registrerà una crescita dei volumi produttivi nell’ordine del 10%, che porterà l’offerta a ridosso dei 3 milioni di tonnellate.

Il nuovo raccolto presenta inoltre caratteristiche qualitative più che soddisfacenti sotto il profilo merceologico, ed in particolare del peso specifico del grano che determina la resa in macinazione, e igienico-sanitario. Restano tuttavia, sottolinea Italmopa, alcune criticità per quanto concerne il tenore proteico che risulta, anche per via dell’incremento delle rese per ettaro che tendono a diluire la quantità di proteine disponibili, leggermente inferiore alle aspettative iniziali.

“L’incremento, significativo, della produzione nazionale di frumento tenero può essere ricondotto all’aumento della resa unitaria a fronte di una superficie che rimane sostanzialmente stabile intorno a 500.000 ettari – spiega Vincenzo Martinelli, presidente di Italmopa – La produzione nazionale permane comunque del tutto insufficiente a coprire il fabbisogno domestico che si attesta, tutte le destinazioni d’uso incluse, intorno a 8 milioni di tonnellate, di cui 6,5 destinate all’industria molitoria”.

“Il raccolto 2026 non presenta, sotto il profilo qualitativo, i motivi di preoccupazione che si erano verificati in alcuni dei precedenti raccolti – aggiunge Francesco Vacondio, presidente della sezione molini a frumento tenero Italmopa – In particolare, non sembra sussistere il rischio di un declassamento ad uso zootecnico di una parte della produzione. Ciò evidenziato, il tema del generale miglioramento qualitativo del raccolto nazionale e della sempre maggior rispondenza tra le caratteristiche del cereale e le esigenze dell’Industria della trasformazione, anche attraverso lo sviluppo dei contratti di filiera, devono continuare a rimanere delle priorità nell’interesse della filiera e di tutti gli operatori che la compongono”.