Iva, da Armao un no a Salvini, "la pandemia non è uguale per tutti" - QdS

Iva, da Armao un no a Salvini, “la pandemia non è uguale per tutti”

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Iva, da Armao un no a Salvini, “la pandemia non è uguale per tutti”

martedì 23 Giugno 2020 - 06:23
Iva, da Armao un no a Salvini, “la pandemia non è uguale per tutti”

L'assessore regionale all'Economia, "l'abbattimento dell'imposta in Sicilia avrebbe effetti limitati, più importante investire nelle infrastrutture". E parla di "misure uguali per un Paese diviso" mettendo in guardia dallo tsunami sugli enti locali del Sud per la flessione delle entrate


“Piuttosto che parlare di abbattimento Iva che in Sicilia avrebbe effetti limitati, è più importante investire nelle infrastrutture a partire dal Ponte di Messina, fino al completamento delle reti stradali, alla modernizzazione di porti ed aeroporti”.

Lo ha detto il vicepresidente della Regione siciliana e assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, sia le proposte per la ripartenza sul tappeto in questi giorni, sia il report di Bankitalia sull’Economia siciliana e gli effetti post Covid.

Armao, che è anche assessore al Bilancio, ha sottolineato la necessità di una perequazione da realizzare portando aiuti specifici all’economia siciliana.

“Centronord e Centrosud – ha detto – stanno vivendo la crisi postpandemica in modo completamente diverso, com’era inevitabile che fosse, perché le due realtà economiche hanno connotati, strutture e morfologie totalmente diverse”.

“Una cosa – ha sottolineato – è chiudere un’azienda che produce ceramiche e che all’indomani della riapertura può ripartire, un’altra è riaprire un albergo dopo il lockdown. Purtroppo, adesso dobbiamo avere un approccio molto cauto, perché non possiamo prevedere quali saranno gli effetti nel prossimo inverno e cosa ci riserverà il futuro”.

“A livello centrale – ha aggiunto Armao – si è scelto di usare misure uguali per un Paese diviso. Le misure per l’accesso al credito hanno effetti assai limitati sull’economia siciliana, a causa dell’incidenza del sommerso e delle imprese che non possono accedervi, mentre sono più consistenti nell’economia del Centronord”.

“Un’altra considerazione – ha proseguito – va fatta sulla tenuta dei conti delle Regioni e dei Comuni meridionali, a fronte dello tsunami che ci sarà con la flessione delle entrate. Avremo un calo pesantissimo delle entrate, per cui se lo Stato non vi farà fronte, è evidente che ci saranno effetti negativi sulla qualità dei servizi alle persone e alle imprese. Abbiamo calcolato che, come Regioni, di fronte a cinque miliardi di euro di minori entrate, lo Stato nel Decreto Rilancio ne rende disponibile solo un miliardo e mezzo. Mentre, a fronte dei cinque miliardi dei Comuni, lo Stato sta apprestando tre miliardi e mezzodi euro”.

“Sono tre, dunque – ha sottolineato il vicepresidente della Regione siciliana -, le direzioni su cui puntare per affrontare la crisi post pandemica: gli investimenti sul digitale, in infrastrutture e beni culturali, il sostegno alle imprese e alle famiglie mediante incentivi a fondo perduto e le riforme”.

“Per quanto riguarda il digitale – ha aggiunto -, la Sicilia è l’area più infrastrutturata del Centrosud Europa, ma il 44 per cento delle famiglie non dispone di tablet o pc, con il risultato che rischiamo di avere una straordinaria autostrada che non possiamo utilizzare pienamente. Al Governo statale, piuttosto che puntare su rottamazioni di auto ed occhiali, chiediamo di pensare ad agevolare l’acquisto di computer e tablet”.

“Per quanto riguarda le riforme – ha detto poi Armao -, la Sicilia si è dotata già lo scorso anno di una legge sulla semplificazione e la sburocratizzazione che i giuristi ritengono la più avanzata d’Italia e ora dobbiamo continuare su questa strada. Le altre due direzioni sono le infrastrutture e i beni culturali”.

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