Joseph Ratzinger e Hans Küng - QdS

Joseph Ratzinger e Hans Küng

Carlo Alberto Tregua

Joseph Ratzinger e Hans Küng

martedì 10 Gennaio 2023 - 08:25

L’informazione omologata tace

È sorprendente, ma non troppo, come tutta l’informazione radio-televisiva, dei quotidiani, dei media sociali e altri, non abbia citato mai uno dei più grandi teologi della Chiesa cattolica, coetaneo, amico ed antagonista di Joseph Ratzinger, cioè Hans Küng.

I due sono stati forse i più importanti teologi cattolici della nostra epoca, ma su posizioni molto diverse.
Ratzinger, tedesco di Germania e Küng, svizzero nato a Sursee nel cantone di Lucerna, si conobbero nel 1957 a Innsbruck, in Austria. Già a quell’epoca, Ratzinger studiava Küng e Küng studiava Ratzinger, per poi scrivere fiumi di articoli, libri e lettere che li vedevano su sponde opposte.
Ratzinger sposò in pieno la teologia ellenica, Küng quella ebraica, ma mai entrambi misero in discussione la loro appartenenza alla Chiesa di Roma.
Arcivescovo di Monaco, prefetto dell’ex Sant’Uffizio, Ratzinger cominciò la sua carriera per poi diventare Papa.
Küng lo criticò sulle vere origini del cattolicesimo, sulla pedofilia e altri casi su cui il futuro Papa Benedetto si era espresso.

In un’intervista concessa a MicroMega nel 2010, Küng spiegò che non aveva una forte opposizione nei confronti di Ratzinger per questioni personali, ma in quanto rappresentante di una diversa linea di pensiero, che verte sull’interpretazione di questioni fondamentali: Küng si occupava di comprendere il cristianesimo e la sua origine nel giudaismo, mentre Ratzinger si occupava più del messaggio biblico e della filosofia greca.

Küng, insieme alla Chiesa cattolica tedesca, criticava il giudizio negativo di Ratzinger sul protestantesimo, perché negava la giusta impostazione di Martin Lutero, quando nel 1517, dopo la scomunica di Papa Leone X, fondò il protestantesimo tedesco. Allora, il monaco Lutero non negò mai l’autorità papale, ma contestò duramente la vendita che il Papa faceva delle indulgenze per cancellare i peccati terreni. Quel Papa vendeva le indulgenze contro il vile danaro.

Bisogna leggere le migliaia di pagine scritte sul protestantesimo per cercare di capire come spesso la Chiesa romana sia rimasta arroccata su posizioni conservatrici di cui la Curia è l’espressione.
Küng insegnò per lungo tempo all’Università di Tübingen senza mai arretrare di un passo rispetto alle sue posizioni nell’interpretare la teologia, che, sosteneva: “Bisogna prendere sul serio”.
Fra le aspre critiche di Küng vi è la contestazione del dogma dell’infallibilità del Papa, proclamato da Pio IX nel Concilio vaticano del 1870.

L’opposta visione del cattolicesimo fra Ratzinger e Küng non impedì a quest’ultimo di rendergli omaggio a Castel Gandolfo, residenza estiva dei papi, quando fu eletto Papa. L’incontro cordiale non cambiò di una virgola le posizioni dei due grandi teologi, fra cui il mancato dialogo con il Popolo ebraico, accusandolo di avere sostenuto il processo di beatificazione di Pio XII ed avere annullato la scomunica ai vescovi del dissidente Lefebvre.

Queste note sono state attinte anche da un articolo di Paolo Rodari e la dicono lunga sull’eterna “discussione” all’interno della Chiesa cattolica, che spesso non riesce a stare nell’alveo della realtà.

“Dio esiste? E se sì, chi è? Dov’è?” Questi interrogativi fanno parte del saggio scritto da Hans Küng, pubblicato nel 1978 a Tübingen. Un saggio di 946 pagine che si legge con grande fatica perché denso di concetti e di analisi della vita terrena in rapporto a quella ultraterrena.

Per quanto ponderoso, è una lettura che consiglio perché fa capire tanti meccanismi per noi incomprensibili. Sembra che quando Küng si accinse a scrivere questo saggio, intendeva dimostrare l’esistenza di Dio, ma quando lo completò, furono tali e tanti i dubbi sorti, che vi aggiunse il punto interrogativo: tutto un programma.

Scusatemi se mi sono addentrato in una materia che conosco come uomo della strada, avendo letto solamente qualche decina di saggi in merito, però non potevo anch’io chiudermi nel silenzio omologato di tutta l’informazione italiana ed europea di fronte ad un gigante quale è stato Hans Küng, mai nominato da alcuno in questi ultimi dieci giorni, cioé dalla preannunciata morte di Ratzinger, il giorno di Natale, alla sua morte ed ai suoi funerali, durati altri cinque giorni.
La Verità va perseguita, anche se scomoda o antipatica. Con pazienza, sopportando le critiche.

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