Roma, 14 lug. (askanews) – Il ‘campo largo’ si ritrova a piazza Montecitorio, davanti alla Camera, alla maratona oratoria organizzata da Più Europa per protestare contro la legge elettorale. Ci sono tutti: dal Pd a Iv, passando per M5s, Avs e Psi. Dopo il ‘colpaccio’ in aula che ha affossato l’emendamento di Fdi sulle preferenze tutti accorrono in piazza: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Davide Faraone, Enzo Maraio, Bruno Tabacci.
Il messaggio è uno solo: “A casa!”. Per le opposizioni il voto della Camera ha un solo significato: il governo è stato sfiduciato, quel post di oggi pomeriggio in cui Giorgia Meloni contestava il voto segreto e chiedeva a tutti di “metterci la faccia” viene letto come una sorta di questione di fiducia informale. E, dicono tutti, il Parlamento la fiducia l’ha negata.
“E’ un voto di sfiducia – dice Elly Schlein – oggi è venuta giù la maggioranza”. Conte concorda: “Vanno sotto perché viene sfiduciata lei che ha sfidato noi. E’ lei la perdente. Oggi Giorgia Meloni – se ha il senso della dignità, dell’onore – va dal presidente Mattarella a informarlo, apre una crisi di governo e va a casa”. Lo ripetono tutti, da Magi a Faraone, con il deputato Iv che chiede anche di votare “a settembre”, come accadde nel 2022.

