La funivia di Taormina ritorna operativa - QdS

La funivia di Taormina ritorna operativa

Massimo Mobilia

La funivia di Taormina ritorna operativa

mercoledì 27 Maggio 2020 - 00:01
La funivia di Taormina ritorna operativa

Un momento simbolico per la ripresa del turismo locale, ma anche per la società di gestione. La municipalizzata, in liquidazione dal 2011, rimane una ferita aperta per il Comune

TAORMINA (ME) – Un primo concreto segnale di speranza per la ripresa del turismo in Sicilia, non poteva che arrivare da Taormina dove, sabato scorso, è stata finalmente riaperta la funivia che collega il centro storico con le spiagge.

“Vogliamo dimostrare che siamo pronti ad accogliere i visitatori e combattere la crisi dovuta al Coronavirus”, ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che ha voluto presenziare alla riapertura come momento di simbolica ripresa per tutta l’Isola, in attesa del via libera alle frontiere per accogliere gli stranieri.

La cabinovia taorminese, gestita dall’Azienda servizi municipalizzati, è stata dunque rimessa in moto, ma con le dovute precauzioni sanitarie: obbligo di mascherina per i passeggeri, che non potranno salire più di quattro per cabina (invece delle consuete dodici postazioni), in un turno unico di corse dalle 8 del mattino alle 14. Le cabine verranno sanificate più volte, tra una corsa e l’altra, mentre è stata allargata l’area di attesa, con dotazioni di gel igienizzante.

Si parte dunque, dopo diversi mesi di attesa forzata che avevano fatto slittare l’apertura stagionale, inizialmente fissata al 15 febbraio, per un mezzo di collegamento che lo scorso anno aveva trasportato poco più di 1 milione di persone. Numeri difficilmente riproducibili in questo 2020. E mentre il parcheggio di Porta Catania inizia ad accogliere i primi amanti delle passeggiate nei weekend della Perla, manca all’appello soltanto il parcheggio Lumbi, ancora chiuso in attesa di flussi maggiori. Segnali incoraggianti soprattutto per l’Asm, considerando che la municipalizzata non naviga nell’oro e rimane una ferita aperta per il Comune, fin quando non verrà chiusa la liquidazione iniziata nel 2011.

È attesa entro giugno la delibera che il commissario straordinario, Antonio Fiumefreddo, dovrà presentare al Consiglio comunale per riportare l’azienda a regime ordinario. Tra l’altro, ai tre avvocati catanesi esperti di diritto societario, amministrativo e del lavoro (Vincenza Bonaviri, Carmelo Tafuri e Giuseppe Beretta), assoldati da Fiumefreddo per aiutarlo a raggiungere l’obiettivo, si è aggiunta di recente la nomina della commercialista Concetta Maria Paola Clienti, chiamata per redigere un piano industriale.

I problemi principali sono di natura economica, e riguardano i bilanci mai approvati negli ultimi nove anni, che dovranno essere certificati, soprattutto perché avrebbero inficiato negativamente quelli del Comune, come più volte denunciato dalla Corte dei Conti e dal Collegio dei Revisori. Come anticipato dal QdS, inoltre, è stato ufficializzato l’accordo transattivo, sulla base di 1 milione e 795 mila euro che l’azienda incasserebbe dal Comune, nel rapporto tra servizi pubblici resi e incassi dovuti. Una storia che si trascina da anni e che avrebbe potuto configurare danni erariali, nel momento in cui, l’Asm amministrava senza contratti di servizio e la casa municipale, da far suo, non prestava il dovuto controllo.

Potrebbero riferirsi a questa prassi distorta, infatti, le indagini adesso al vaglio della Polizia di Stato che, nelle ultime settimane, ha fatto visita agli uffici del Palalumbi per acquisire atti amministrativi. Indagini accolte dallo stesso Fiumefreddo come una “benedizione”, per riportare trasparenza e legalità in azienda, alludendo a gestioni passate, più volte accusate di aver agito al di fuori dei vincoli che una società in liquidazione dovrebbe mantenere.

Piena collaborazione con la Magistratura, dunque, e l’ennesimo guaio giudiziario che si aggiunge all’hackeraggio subito, lo scorso autunno, su alcuni computer aziendali nei quali furono cancellate importanti informazioni contenute nei database. Le indagini, in questo caso, sono condotte dalla Polizia Postale e porterebbero a figure interne all’azienda.

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