La Questione indiana Siciliana - QdS

La Questione indiana Siciliana

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La Questione indiana Siciliana

Giovanni Pizzo  |
mercoledì 10 Agosto 2022 - 11:50

Il tavolo del centrodestra in cui si doveva decidere le sorti della Sicilia è saltato. Sembra che le sorti della guida della Sicilia verranno scambiate con qualche collegio in più, in una regione che pare regalerà un cappotto al centrodestra, come fu la volta scorsa per i 5stelle. Di fatto la Sicilia è trattata come merce di scambio, considerata una zavorra, complicata e poco produttiva sul piano politico. C’è da dire che oggi con il taglio dei parlamentari i seggi nazionali valgono il doppio. Due o tre senatori in più decidono una maggioranza. E ci stanno giocando, non si sa su quale tavolo, a tre carte e un punto. Di fatto chi se la prende è il partito che deve pagare pegno in termini di collegi. Per cui la Sicilia diventa sacrificabile. Terra ostica, terra di frecce, spesso avvelenate, in cui si può perdere lo scalpo.

La Sicilia e i suoi disgraziati abitanti ricordano molto la questione indiana che confinò nelle riserve gli ultimi eredi dei nativi americani. Con un mesto Toro Seduto che accompagna il suo popolo, gli indomiti Sioux, quelli che vinsero l’ultima battaglia a Little Big Horn contro Custer, nelle Black Hills, senza più bisonti da cacciare nelle praterie. Come ai nativi americani a noi siciliani toccherà un po’ di carne avariata, delle consunte coperte e del whiskey scadente?

Forse, se ormai ridotti all’impotenza politica, saremo zitti e buoni ci consentiranno nella riserva di aprire, come nelle riserve americane, ciò che finora ci hanno negato. Qualche casinò, magari a Taormina ed al Castello Utveggio sul monte Pellegrino, per divertire ed impoverire ancora di più i siciliani e riciclare un po’ di denaro delle ‘ndrine milanesi.

Ma così dobbiamo svendere una terra che è stata costituzionale prima dell’Italia? Che a questo Paese ha dato uomini come Crispi, Ruggero Settimo, Vittorio Emanuele Orlando. Come Scelba e Alessi, come Sturzo. Ma soprattutto come Falcone e Borsellino. Per questo tutti costoro hanno lottato e si sono sacrificati? Per un gioco di scambio tra Lazio e Lombardia?

Per un collegio in più, parafrasando Cocciante, la Sicilia viene svenduta, e noi siciliani confinati in riserve di povertà e marginalità. Invito i siciliani a fare un giro dove vivono i nativi americani, e guardare la tristezza e la rassegnazione nei loro occhi. Così è se vi pare.

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