La riserva naturale Saline di Priolo riprende vita dopo un anno - QdS

La riserva naturale Saline di Priolo riprende vita dopo un anno

Luigi Solarino

La riserva naturale Saline di Priolo riprende vita dopo un anno

giovedì 16 Luglio 2020 - 00:00
La riserva naturale Saline di Priolo riprende vita dopo un anno

Il 10 luglio 2019 venne distrutta dal fuoco, ci vorranno diversi anni per tornare ad antico splendore. Intanto la vegetazione dell’area protetta ha ripreso vita e gli alberi stanno rinascendo

SIRACUSA – Ad un anno esatto dall’incendio che il 10 luglio 2019 la distrusse, causando la morte di centinaia di specie vegetali e animali, la Riserva Naturale Saline di Priolo riprende nuovamente vita.

Saranno necessari ancora diversi anni affinché la Riserva possa tornare all’antico splendore, tuttavia la natura sta facendo il proprio corso. In questi 12 mesi la vegetazione dell’area protetta, che si estende per 50 ettari, ha ripreso vita e gli alberi del bosco mediterraneo stanno rinascendo con nuovi rigetti che si svilupperanno in pochi anni, apportando un beneficio importante alle comunità che vivono nel territorio di Priolo Gargallo. L’incendio causò anche la distruzione di diverse strutture della riserva, tra cui le casette in legno da cui era possibile osservare le specie che nidificano nell’area tra cui i famosi fenicotteri rosa.

La presenza di quest’ultima specie è stata sempre il principale, anche se non unico, motivo di attrazione per tanti appassionati di birdwatching provenienti da tutta Italia. La Riserva Naturale Saline di Priolo rimane ancora chiusa ai visitatori, ma potrà presto tornare accessibile al pubblico grazie al prezioso lavoro della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) e al sostegno concreto di tante realtà istituzionali e locali e di società che operano nell’area industriale del petrolchimico.

Alcune industrie, in base all’accordo sottoscritto con la Lipu quale ente gestore dell’area protetta, hanno già avviato la messa in sicurezza dei sentieri principali attraverso la potatura e la rimozione di centinaia di alberi bruciati che ostacolano l’accesso e successivamente provvederanno alla predisposizione delle aree per la piantumazione di specie tipiche della flora mediterranea, recuperando l’uso sostenibile dell’ecosistema della riserva affinché possa tornare a essere un punto di riferimento naturalistico e turistico del territorio.

Le attività di potatura e rimozione sono iniziate al termine del periodo di nidificazione delle numerose specie e dei diversi esemplari di uccelli che popolano le saline di Priolo. Il direttore dell’area protetta priolese, Fabio Cilea, ha dichiarato: “È un momento cruciale per la rinascita della Riserva Naturale Saline di Priolo e dopo tanto lavoro siamo giunti alle prime fasi della ricostruzione della riserva dei fenicotteri. La rimozione degli alberi bruciati è la conditio sine qua non per ogni altro intervento e, soprattutto, è un’operazione fondamentale verso la riapertura dell’area naturalistica. La risposta del territorio è stata unanime, tante realtà locali e nazionali si sono poste al fianco della LIPU per lavorare insieme alla riqualificazione delle saline di Priolo. Il mio auspicio è che queste collaborazioni continuino anche dopo l’emergenza incendio e portino buoni frutti per tutto il territorio”.

Il presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Biamonte, ha detto: “Il Comune di Priolo Gargallo farà tutto ciò che è possibile per contribuire alla rinascita della Riserva che rappresenta un fiore all’occhiello del territorio grazie al lavoro incessante della LIPU per la valorizzazione dell’oasi naturalista, polmone verde di un’area storicamente industriale. Su questo solco bisogna proseguire per dare nuovo lustro, alle tante bellezze archeologiche, architettoniche e naturalistiche e che aspettano di essere fruite nel modo più virtuoso possibile”.

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