Home » No profit » Laboratori del Sud, celebrati a Catania cinquant’anni tra ricerca e innovazione

Laboratori del Sud, celebrati a Catania cinquant’anni tra ricerca e innovazione

Laboratori del Sud, celebrati a Catania cinquant’anni tra ricerca e innovazione

La comunità di esperti al Teatro Stabile per l’anniversario dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Il direttore Gammino: “Siamo una nicchia preziosa di competenze messe a disposizione”

CATANIA – Cinquant’anni di ricerca, scoperte e investimenti sul territorio raccontati in una serata che ha unito scienza, teatro e memoria. La comunità dei fisici catanesi ha celebrato al Teatro Stabile di Catania, nella Sala Verga, il cinquantesimo anniversario della presenza dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Catania. L’anniversario, celebrato il 29 maggio 2026, è stato anche un momento per ricordare Antonio Zichichi, scomparso lo scorso febbraio, tra i protagonisti della nascita e dello sviluppo della fisica delle alte energie in Sicilia e sostenitore della realizzazione dei Laboratori Nazionali del Sud nella Cittadella universitaria. Una serata “in famiglia” come è stata definita dagli stessi organizzatori, pensata per raccontare la fisica anche a un pubblico non specializzato e per mostrare il ruolo che la ricerca svolge nella crescita culturale, tecnologica e sociale del territorio.

“La donna della bomba atomica”: Gabriella Greison apre la serata tra fisica e teatro

Ad aprire l’appuntamento è stata Gabriella Greison, fisica, divulgatrice scientifica e docente all’Università Statale di Milano, con lo spettacolo “La donna della bomba atomica”. Al centro della rappresentazione la figura di Leona Woods, la più giovane fisica del Progetto Manhattan, che lavorò accanto a Enrico Fermi contribuendo allo sviluppo della prima pila atomica. Attraverso il suo racconto è emersa la complessità di una delle più grandi imprese scientifiche del Novecento, con le sue applicazioni positive, dalla medicina alla diagnostica, ma anche con le conseguenze legate alla costruzione dell’arma nucleare. Greison è riuscita completamente a restituire attenzione al ruolo delle donne nella storia della scienza, ancora poco conosciuto dal grande pubblico nonostante la filmografia recente. “Nel film di Christopher Nolan non viene citata neanche una delle oltre 1.600 scienziate coinvolte nel progetto. Oggi si discute finalmente della scarsa rappresentanza femminile, sono stata invitata anche a Washington Dc per parlarne, e questo è già un passo avanti”. ” Siamo dei revisori naturali”, non ha nascosto Greison.

Il volume sui cinquant’anni dell’INFN a Catania

La storia dei Laboratori Nazionali del Sud sarà al centro di un volume in fase di pubblicazione dedicato ai cinquant’anni dell’Infn a Catania. A raccontarne in anteprima i contenuti è stato il professore Domenico Santonocito, che ha curato la parte storica dell’opera nata da un’iniziativa del direttore dei Laboratori Nazionali del Sud, Santo Gammino. “Abbiamo voluto ricostruire la storia attraverso alcuni momenti chiave. Per comprendere la nascita dei laboratori negli anni Settanta bisogna partire dal Dopoguerra e dalle figure che hanno formato i giovani ricercatori destinati a fare ricerca a Catania negli anni successivi”. Il volume ripercorre la nascita della sezione siciliana dell’Infn nel 1961, l’istituzione della sezione di Catania negli anni Settanta e il percorso che ha portato allo sviluppo della ricerca nel Mezzogiorno, valorizzando le competenze presenti sul territorio. “L’obiettivo è realizzare un lavoro rigoroso ma accessibile anche ai non addetti ai lavori” ha ricordato Santonocito.

Gammino: “I Laboratori Nazionali del Sud sono una certezza per la Sicilia”

Nel suo intervento il direttore dei Laboratori del Sud, Santo Gammino, ha sottolineato il ruolo della “nicchia preziosa” dei fisici catanesi e rivendicato la bontà della nucleare, nonostante il peso della storia. “I Laboratori Nazionali del Sud rappresentano una certezza per la Sicilia. Siamo una nicchia preziosa di competenze messa a disposizione dell’Infn e della comunità scientifica nazionale. Ci consideriamo isolani, ma non isolati”. “La tecnologia ha un’anima e deve essere orientata al bene comune. Quando si parla di fisica nucleare si pensa spesso soltanto a Chernobyl o Hiroshima, dimenticando quanto questa disciplina abbia contribuito alla medicina e alla qualità della vita delle persone“.

Il presidente INFN Zoccoli: “Chi non investe nella ricerca non ha futuro”

A guardare ai prossimi decenni è stato il presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli, arrivato a Catania per il 50°. “La nostra strategia è creare infrastrutture di ricerca, formare esperti e farlo su tutto il territorio nazionale. Significa costruire comunità all’interno delle comunità. L’Italia ha una grande risorsa – ha detto Zoccoli – gli italiani. E qui in Sicilia ci sono competenze straordinarie. I laboratori sono la concretizzazione del sogno di alcune persone che hanno immaginato il futuro e hanno lavorato per realizzarlo. Una società che non investe nella ricerca è una società che non ha futuro. Oggi ci interroghiamo sull’intelligenza artificiale e sulla sua capacità di sostituirci, ma c’è una cosa che l’intelligenza artificiale non fa ed è sognare”. Tra i progetti in corso citati da Zoccoli ci sono l’arrivo a Catania “nelle prossime settimane” di un nuovo ciclotrone e il contributo alle grandi infrastrutture internazionali di ricerca, come il progetto sottomarino Km3NeT.

INFN e Università di Catania: sinergie e prospettive per i giovani ricercatori

Il rapporto tra Infn e Università di Catania è stato al centro degli interventi di Corrado Spinella, direttore generale dell’ateneo, e di Stefano Romano, direttore del Dipartimento di Fisica e Astronomia. Spinella ha ricordato come la storia dell’Infn catanese sia nata proprio all’interno dell’università. Per Romano il valore delle collaborazioni internazionali risiede anche nella capacità di attrarre studenti e giovani ricercatori. A completare il quadro è stata la professoressa Alessia Tricomi, direttrice della sezione Infn di Catania, che ha definito il cinquantesimo anniversario come “un progetto dell’intera comunità dei fisici”. “Siamo una grande famiglia. Catania rappresenta un caso particolare perché qui convivono Università e numerosi enti di ricerca come Infn, Infaf, Ingv e Cnr. Queste sinergie sono fondamentali per il territorio e soprattutto per i giovani”. Tra le testimonianze quelle del professore Giacomo Cuttone, professore del Dipartimento di Fisica ed ex direttore dei Laboratori Nazionali del Sud, che è entrato nella famiglia dei fisici catanesi partendo da studente. “Di questi cinquant’anni ne ho vissuti quarantacinque. È stata un’avventura straordinaria. La visione di personalità come Nicola Cabibbo, Giuseppe Rodolico e Antonio Zichichi ha contribuito a costruire una realtà che rappresenta una delle migliori espressioni della città di Catania. Questi cinquant’anni non sono soltanto una celebrazione del passato, ma il punto di partenza per ciò che verrà” ha concluso Cuttone.