Laura Monteleone, psicologa-psicoterapeuta: “Relazioni amorose e dis-amorose: non negare mai la paura” - QdS

Laura Monteleone, psicologa-psicoterapeuta: “Relazioni amorose e dis-amorose: non negare mai la paura”

redazione

Laura Monteleone, psicologa-psicoterapeuta: “Relazioni amorose e dis-amorose: non negare mai la paura”

sabato 30 Ottobre 2021 - 02:25

Parlare di violenza sulle donne è un tema contemporaneo, sempre più doloroso e drammatico e richiede, nella sua trattazione, una grande attenzione per la complessità del fenomeno

Parlare di violenza sulle donne è un tema contemporaneo, sempre più doloroso e drammatico e richiede, nella sua trattazione, una grande attenzione per la complessità del fenomeno. In termini di comunicazione è possibile confrontarsi e informarsi sul tema. Spesso il lettore può anche imbattersi in linee guida o istruzioni per l’uso, ma l’obiettivo che si vuole proporre – nella cornice di questa pagina mensile di QdS – è quello di un possibile accompagnamento in un percorso di riconoscimento dello stato emotivo, proprio o altrui, in cui sia possibile ‘s-velare’ una consapevolezza psicologica, rispetto a uno stile relazionale non sano o nocivo e violento, trovando una soluzione.

Le relazioni affettive, spesso, si basano su meccanismi di inconsapevole affinità, di coinvolgimento e di condivisione, dove il sentimento della passione amorosa è (e dovrebbe essere) alimentato dall’attrazione verso il partner, intriso di sentimenti di rispetto e di stima, di eccitazione, di estasi, di coraggio e di serenità, cioè di tutte quelle variegate sfumature che appartengono alle ‘emozioni di base’ della gioia e della felicità.

La relazione sentimentale-amorosa rappresenta in sé il sentimento di massimo accoglimento della diversità e quindi del ‘s-oggetto’ amato. Se una relazione non è carica più di questi sentimenti (positivi), ma di prevalenti vissuti negativi, come gelosia, prevaricazione, svalutazione, coercizione psicologica, violenza fisica, a-simmetria della relazione e soprattutto paura dell’altro, possiamo considerare il rapporto come non sano o ‘nocivo’, quindi ‘dis-identificato’ dalla relazione amorosa.

La ‘paura’ è l’emozione base che più in questi casi consente alla persona – all’interno di una relazione ‘violenta’– di prendere consapevolezza della qualità della relazione stessa, di comprendere che nella relazione ‘ci si sta male’, che se c’è timore dell’altro, non c’è fiducia, stima e rispetto e che così non si sta vivendo una relazione amorosa. Riconoscere di avere paura consente a chi è ‘vittima’ di percepire con maggiore oggettività la realtà, a non negarla e a comprendere il livello di pericolo della relazione stessa. Nelle relazioni nocive o violente si sviluppa ciò che viene denominato “ciclo della violenza” e, cioè, un circuito che si sviluppa nel corso del tempo in modo graduale, a partire da violenze verbali o atteggiamenti svalorizzanti. Gli episodi violenti si scatenano spesso per motivi banali in maniera improvvisa e sono seguiti da scuse e pentimento da parte del partner/aggressore, alternando così la crisi violenta con la cosiddetta “luna di miele”, periodo in cui il rapporto riprende come se niente fosse accaduto.è fondamentale essere consapevoli delle proprie emozioni e se si sentono come ‘non buone’ e dolorose, perché la relazione con l’altro genera ansia, angoscia, chiusura e ritiro sociale, mancanza di entusiasmo e di gioia, paura e terrore, se inizia a prevalere il silenzio e la paura di parlare, questo deve essere il segnale che si sta vivendo una relazione ‘non amorosa’, che può minacciare la propria persona e la propria integrità. La paura è l’emozione più difficile da gestire. “Nel dolore si piange, nella rabbia si urla, ma la paura si aggrappa silenziosamente al cuore” (David Fischman).

Prendere contatto con l’emozione della paura è il primo passo per prendere consapevolezza della qualità del rapporto che si sta vivendo con l’altro.

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