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Lavoro domestico, Nuova collaborazione: Sicurezza resta criticità

Lavoro domestico, Nuova collaborazione: Sicurezza resta criticità

Legata a bassi livelli di formazione e a irregolarità

Roma, 28 apr. (askanews) – Nel lavoro domestico la sicurezza resta una criticità strutturale, ancora legata a bassi livelli di formazione e a un’ampia area di irregolarità: circa il 50 per cento dei rapporti non è pienamente regolare e solo una quota minima di lavoratori ha una formazione strutturata (4 per cento colf, 12 per cento badanti, 15 per cento baby sitter). È quanto segnala Nuova Collaborazione in concomitanza con la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro del 28 aprile, evidenziando in una nota un quadro sostanzialmente invariato rispetto alle precedenti rilevazioni e una debole integrazione della prevenzione nella gestione quotidiana del rapporto di lavoro.

Secondo l’associazione, formazione e regolarizzazione rappresentano le leve decisive ma ancora non pienamente attivate: la prima fatica a imporsi come priorità nelle famiglie, la seconda incide direttamente sull’accesso a tutele, strumenti di prevenzione e percorsi formativi, configurandosi come vera infrastruttura della sicurezza.

“Il quadro che emerge conferma una sostanziale stabilità delle criticità strutturali del settore, in particolare sul fronte della formazione e della regolarizzazione – ha dichiarato il presidente Alfredo Savia nella nota – La sicurezza nel lavoro domestico non può essere considerata una variabile accessoria del rapporto di lavoro, ma il risultato diretto della qualità delle regole che lo governano. In questo senso, contrasto all’irregolarità, diffusione della formazione e responsabilizzazione dei datori di lavoro costituiscono elementi inseparabili di una stessa politica di tutela”.