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Lavoro nero e violazioni della sicurezza, attività sospese e denunce a Palermo

Lavoro nero e violazioni della sicurezza, attività sospese e denunce a Palermo

Nei guai nove imprenditori della zona di corso Calatafimi. Identificati 26 lavoratori, di cui 14 risultati sconosciuti alla pubblica amministrazione. Elevate ammende per un totale di 69.336,30 euro, sanzioni amministrative per un totale di 130.300 euro e recuperati contributi non versati per 29.200 euro

Nuovi controlli per il contrasto al lavoro in nero e per affermare la sicurezza sul posto di lavoro a Palermo. Sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri del Nis (il nucleo ispettorato del lavoro) col supporto del personale della direzione regionale dell’Inps, la zona di corso Calatafimi, area commerciale molto attiva nel capoluogo siciliano. Già pochi giorni fa vi erano state delle verifiche in alcuni cantieri del capoluogo siciliano e in un salone di parrucchieri a Villabate.

Le ispezioni

I controlli, una decina di ispezioni ad attività commerciali di vario tipo (negozi di abbigliamento, calzature, bar, panifici, generi alimentari e un fioraio) hanno permesso di riscontrare, per ciascuna di esse, irregolarità di natura sia amministrativa che penale ed in alcuni casi anche sotto il profilo della sicurezza.

Nove denunce, otto attività sospese. Sanzioni salatissime

I militari dell’Arma hanno proceduto, quindi, a denunciare nove datori di lavoro e a sospendere otto attività commerciali sia per l’utilizzo di personale in nero che per le violazioni in materia di sicurezza. In particolare, sono stati identificati 26 lavoratori, di cui 14 risultati sconosciuti alla pubblica amministrazione e, al termine delle operazioni, sono state elevate ammende per un totale di 69.336,30 euro, sanzioni amministrative per un totale di 130.300 euro e recuperati contributi non versati per 29.200 euro.

Le violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro sono state diverse, come ad esempio l’omessa sorveglianza sanitaria del personale dipendente, l’omessa formazione in materia di sicurezza dei lavoratori e la mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi.

Inoltre è stata riscontrata una forma di indebito controllo sul personale attraverso l’installazione di sistemi di sorveglianza a distanza senza la prevista denuncia agli organi competenti, ossia all’ispettorato territoriale del lavoro e ai lavoratori stessi, in violazione delle proprie libertà fondamentali.

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