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Lavoro, un’azienda su tre teme il rischio burnout

Lavoro, un’azienda su tre teme il rischio burnout

Hays: scadenze di fine anno e sovraccarico mettono sotto pressione i team

Milano, 10 ott. (askanews) – Scadenze da rispettare, obiettivi da raggiungere e carichi di lavoro sempre più intensi. Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, cresce la pressione sui lavoratori e torna al centro dell’attenzione il rischio burnout. Secondo i dati di Hays, società specializzata nella selezione del personale e nelle risorse umane, un’azienda su tre individua nel sovraccarico di lavoro e nel rischio di esaurimento professionale una delle principali minacce alla stabilità dei propri team.

Il tema emerge in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre. Insieme a Serenis, piattaforma specializzata nel benessere psicologico, Hays richiama l’attenzione sulla necessità di conciliare produttività e salute mentale, soprattutto nei periodi di maggiore intensità lavorativa.

La pressione legata agli obiettivi professionali non è necessariamente negativa, spiegano gli esperti, ma può diventare un problema quando si prolunga nel tempo senza adeguate possibilità di recupero. Tra i principali segnali di allarme figurano stanchezza persistente, difficoltà a staccare dal lavoro, irritabilità, disturbi del sonno, calo della concentrazione e una crescente sensazione di inefficacia professionale.

Secondo Martina Migliore, psicoterapeuta di Serenis, il rischio si manifesta soprattutto quando la pressione viene percepita come continua e inevitabile, compromettendo la capacità di reagire e affrontare le difficoltà quotidiane.

A pesare sul benessere dei dipendenti è anche la mancanza di flessibilità. Il 21% delle aziende segnala la rigidità degli orari tra le principali cause di perdita di personale qualificato, mentre il 20% indica la concorrenza di imprese che offrono maggiori opportunità di lavoro da remoto.

Per prevenire il burnout, gli esperti sottolineano l’importanza di una distribuzione sostenibile dei carichi di lavoro, di obiettivi realistici, di orari flessibili e del diritto alla disconnessione. Fondamentali anche le pause e i tempi di recupero, che contribuiscono a preservare la concentrazione e la capacità di risolvere problemi.

La tutela della salute mentale, sottolinea Alessio Campi, People & Culture Director di Hays Italia, non riguarda soltanto il benessere individuale, ma anche la capacità delle aziende di mantenere nel tempo motivazione, produttività e competitività. Una sfida che diventa ancora più importante nelle settimane che precedono la chiusura dell’anno.