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Legambiente, luci e ombre sul monitoraggio del mare siciliano

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Legambiente, luci e ombre sul monitoraggio del mare siciliano

sabato 01 Agosto 2020 - 05:50
Legambiente, luci e ombre sul monitoraggio del mare siciliano

Dei ventisei punti monitorati dal sette al 23 luglio sulle coste della nostra isola, ben quindici sono risultati inquinati. Nel mirino dell'associazione ambientalita canali e foci, cattiva depurazione e scarichi illegali. La situazione provincia per provincia, con il disastro del Catanese

Se la situazione dell’affluenza sulle spiagge siciliane non è brillante, forse la causa è da ricercare anche nell’inquinamento.

Infatti, come risulta dai dati diffusi dopo il monitoraggio compiuto dalla Goletta verde di Legambiente, dei ventisei punti monitorati sulle coste della nostra isola, ben quindici sono risultati inquinati. E tra questi dieci sono stati giudicati “fortemente inquinati”.

Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. Èquesta in sintesi una fotografia scattata lungo le coste della Sicilia da un team di tecnici e volontari di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane.

A parlarne, a Giardini Naxos (Messina), sono stati il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna e Caterina Valentino, curatrice della campagna Salvalarte per il Circolo Taormina Valle Alcantara di Legambiente.

Il monitoraggio delle acque della Sicilia è stato effettuato dal sette al 23 luglio scorsi, da volontari e volontarie dell’associazione.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia.

“Cambiano i fattori – ha detto Zanna -, le località più o meno inquinate, gli scarichi abusivi scoperti, i depuratori che non funzionano, ma purtroppo i dati che emergono anche quest’anno dai monitoraggi di Goletta Verde ci consegnano un mare siciliano che non gode di buona salute, anzi è davvero messo male e non poteva essere diverso il responso”.

Nove punti nel Palermitano

Sono stati nove i punti campionati da Goletta Verde in provincia di Palermo, uno è risultato “fortemente inquinato” e si tratta del punto in mare sul lungomare Piano Stenditore, in località Porticello, nel Comune di Santa Flavia, mentre i tre punti “inquinati” risultano essere uno sullo sbocco dello scarico Diaz, in località via Messina Marine a Palermo, uno sulla foce del torrente Nocella nella Contrada San Cataldo fra i Comuni di Terrasini e Trappeto e il terzo sulla foce del torrente Pinto in Contrada San Cataldo a Trappeto.

I rimanenti cinque punti: sulla spiaggia di piazza Marina sul molo di Cefalù, sulla spiaggia libera dopo lo stabilimento Mormino al porto di Termini Imerese, sulla spiaggia di Sferracavallo di Palermo nei pressi della pompa di sollevamento, sulla foce del fiume Chiachea nel Comune di Carini e sulla spiaggia La Praiola nel Comune di Terrasini, sono risultati invece tutti “entro i limiti”.

Disastrosa la situazione nel Catanese

Sono tre i punti analizzati nella provincia di Catania, tutti risultati “fortemente inquinati”.
Il primo punto è sulla spiaggia di fronte il canale Forcile nella contrada Pontano d’Arci di Catania, il secondo in mare di fronte lo scarico fognario di Aci Trezza nel Comune di Aci Castello e il terzo sempre in mare, di fronte la foce del torrente Macchia in località Sant’Anna a Mascali.

Infine risulta “fortemente inquinato” anche il punto in mare sulla foce del fiume Alcantara in località San Marco nella contrada Pietrenere fra i Comuni di Giardini Naxos e Calatabiano, fra le province di Messina e Catania.

Nel Messinese forte inquinamento

Due i punti monitorati in provincia di Messina, entrambi sono risultati “fortemente inquinati”: si tratta di un punto sulla spiaggia libera sul lungomare Colombo, in località Divieto, nel Comune di Villafranca Tirrena e di un punto alla foce del torrente Patrì, in località Cantone, nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

Inquinati i due punti nisseni

Due i punti analizzati in provincia di Caltanissetta ed entrambi risultati “inquinati”: uno sulla spiaggia di fronte la foce del torrente Rizzuto nel Comune di Butera e l’altro sulla foce del fiume Gattano, in località Macchitella, nel Comune di Gela.

Agrigento, solo un punto “fortemente inquinato”

In provincia di Agrigento il punto sulla foce del torrente Cansalamone, in località Stazzone, nel Comune di Sciacca è risultato “fortemente inquinato”.
Per i punti sulla foce del fiume Naro in località Cannatello e sulla foce del fiume Akragas, in località Punta Akragas, entrambi nel Comune di Agrigento, i risultati sono “entro i limiti”.

Siracusa, un punto inquinato e uno no

A Siracusa, dei due punti campionati, quello in mare di fronte la foce del Canale Grimaldi del Porto di Siracusa è risultato “inquinato”, mentre quello sulla spiaggetta del Granatello di Augusta è “entro i limiti”.

Nell’Ibleo entro i limiti a Scicli

Il punto sulla foce della fiumara di Modica, in località Arizza, nel Comune di Scicli, campionato nella provincia di Ragusa è risultato “entro i limiti”.

Trapani, inquinato un solo punto su tre

La provincia con il mare meno inquinato, a giudicare dal report di Goletta Verde, è quella di Trapani. Dei tre punti indagati, due sono risultati “entro i limiti”, parliamo del punto sulla spiaggia di fronte l’oasi ecologica del lungomare Dante Alighieri a Trapani e del punto sulla spiaggia all’altezza dello scarico del depuratore, nella frazione Marinella di Selinunte del Comune di Castelvetrano. È risultato invece “inquinato” il punto sulla foce del fiume Delia, sul lungomare di Levante di Mazara del Vallo.

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