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Legge elettorale: serve restituire subito il diritto di rappresentanza ai cittadini

Legge elettorale: serve restituire subito il diritto di rappresentanza ai cittadini

Non allontanare dalle urne i tanti giovani che hanno scelto di votare in occasione del Referendum. Cogliere l’occasione per approvare finalmente una norma che rispetti la Costituzione

Dopo la sconfitta referendaria del “Si”, e la conseguente evaporazione delle riforme del Governo in carica, l’unica legge che può e deve essere approvata è solo la legge elettorale, ma è fondamentale che non si ripropongano i soprusi dei capipartito, che da 21 anni continuano a usurpare il diritto di rappresentanza dei cittadini italiani tutelato dalla Costituzione. Un’estorsione ingiustificata e incostituzionale, per ben due volte dichiarata dalla Consulta in contrasto con la Costituzione, ma che ha continuato a essere praticata contro ogni regola dai partiti, per togliere il diritto di scelta dei propri parlamentari ai cittadini italiani.

Crisi democratica: sfiducia nei partiti e astensionismo

Le conseguenze di tale sciagurata scelta sono state: il progressivo distacco tra popolo e istituzioni, l’aumento esponenziale della sfiducia nei partiti e conseguentemente dell’assenteismo elettorale, nonché la diffusione della crescente percezione di inutilità alla partecipazione democratica per l’assenza di qualsiasi interlocuzione tra eletti ed elettori, oltre che alla quasi totale scomparsa della tutela di gran parte dei territori, rimasti senza parlamentari del luogo.

Nuova legge elettorale: premio di maggioranza e criticità

Ma le intenzioni sulla nuova legge, presentata alle Camere dalla destra di Governo, non solo non sono indirizzate alla restituzione del diritto di rappresentanza agli italiani, ma addirittura a inserire ben altre violazioni costituzionali. Infatti non solo su pressione dei due vice premier Matteo Salvini e Antonio Tajani sono state eliminate dal testo le preferenze, che la premier Giorgia Meloni aveva invece inserito inizialmente, e quindi lasciando fuori il diritto di rappresentanza, ma nella nuova proposta di legge elettorale è stato inserito un premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 40% di voti e che appare una forzatura esagerata. Infatti, con una astensione abituale di oltre il 50% di elettori, Il 40% di voti corrisponde a poco più del 20% dei votanti, mentre il premio di maggioranza consentirebbe di attribuire il 55% dei seggi parlamentari, con una evidente sproporzione già in passato ritenuta incostituzionale.

Rischio incostituzionalità e violazioni della Costituzione

Il risultato sarebbe che, mantenendo questo testo, per la quarta volta il Parlamento tornerebbe a votare una legge incostituzionale. Una proposta inaccettabile che la dice lunga sul rispetto della Costituzione e soprattutto dei cittadini.

Politica e preferenze elettorali: posizioni trasversali

Non sono solo i capipartito di destra a pensarla così. Infatti anche i leader della sinistra al momento non hanno dichiarato nulla sul tema della reintroduzione delle preferenze, ma è noto che non gradiscono rinunciare a un privilegio non dovuto, e procedere per la quarta volta a votare una legge incostituzionale. Gli stessi personaggi che hanno esaltato la vittoria del “No” al Referendum per la riforma della giustizia, e soprattutto per la difesa della Costituzione. Della serie che, se conviene sono per il rispetto e la tutela della Costituzione, ma se non conviene alzano le spallucce e ignorano le gravissime violazioni.

Partecipazione democratica: giovani e diritti degli elettori

Ma oggi, dopo 21 anni di vergognosa negazione dei diritti degli italiani sulla scelta dei propri parlamentari, e una crescita progressiva di astensioni che ha portato al di sotto del 50% i votanti, c’è stato un Referendum che ha stimolato un ritorno importante di partecipazione democratica, e soprattutto di milioni di giovani che hanno rivendicato il loro diritto di partecipazione democratica. Non ci sono più le condizioni di forzatura della Costituzione per gratificare graziosi privilegi ai capipartito, come si evince dal segnale lanciato dal presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, che ha suggerito per la prima volta la proposta di istituire un canale di collaborazione con il Parlamento sulle pronunce di “monito” che troppo spesso restano “inascoltate”.

Corte Costituzionale e principi elettorali da rispettare

In particolare sulla legge elettorale, ha ricordato che “la Corte Costituzionale ha affermato principi che riguardano il premio di maggioranza, l’eventuale ballottaggio, le candidature e le liste bloccate, che non potranno non costituire riferimento per la valutazione di una nuova legge elettorale”. Un monito che non consente giochetti sotto banco dei capipartito che si scontrano costantemente su tutto, ma che sono sempre d’accordo sulle violazioni che li favoriscono.

Appello finale: ritorno al voto e rappresentanza

In altre parole, ritornano i cittadini al voto, la Corte Costituzionale si è pronunciata e si sono alzati il livelli dei controlli di istituzioni e cittadini, e non si potrà consentire ai leader dei partiti di destra come Salvini e Tajani o di sinistra come Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di ignorare ancora una volta la Costituzione e l’assoluta esigenza di restituire il diritto di rappresentanza agli italiani, rinunciando all’ennesima approvazione di una legge elettorale incostituzionale e soprattutto di boicottare il ritorno alle urne dei giovani elettori del referendum, per scongiurare che questa voglia di partecipazione democratica sia risucchiata di nuovo nell’assenteismo.

Infine, giusto per essere chiari, una raccomandazione ad escludere voti segreti nell’ambito dei lavori per l’approvazione della nuova Legge elettorale.


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