L’ex Palazzo delle Poste è irrecuperabile, Cittadella giudiziaria sorgerà dalle ceneri - QdS

L’ex Palazzo delle Poste è irrecuperabile, Cittadella giudiziaria sorgerà dalle ceneri

Melania Tanteri

L’ex Palazzo delle Poste è irrecuperabile, Cittadella giudiziaria sorgerà dalle ceneri

giovedì 11 Luglio 2019 - 02:00
L’ex Palazzo delle Poste è irrecuperabile, Cittadella giudiziaria sorgerà dalle ceneri

Abbatterlo e ricostruirlo costa meno. Falcone: “Entro agosto completeremo il progetto di demolizione”

CATANIA – Un altro passo avanti verso la realizzazione della Cittadella giudiziaria. Il progetto per la struttura dovrebbe infatti sorgere nell’ex Palazzo delle poste di viale Africa, ha fatto notevoli progressi. La scorsa settimana, l’assessore regionale alle infrastrutture, Marco Falcone, ha ricevuto la relazione tecnica della ditta incaricata di sondare il terreno e svolgere tutti gli studi geologici e geognostici dell’edificio che, a quanto risulta, non potrà essere ripreso e, dunque, sarà demolito.

“Riprendendo quanto riportato nella ‘Relazione strutturale tecnica ed economica’ consegnata a completamento della Fase 1 – si legge nella relazione – il manufatto presenta le seguenti criticità: carenze strutturali nei confronti delle azioni non sismiche; carenze strutturali nei confronti delle azioni sismiche; durabilità del manufatto non in grado di garantire una vita utile residua pari a 75 anni; degradi associati ad ossidazione delle armature con locali riduzioni di sezioni resistenti ed espulsione del copriferro”. Pilastri, travi, ogni elemento della struttura è stato studiato con appositi strumenti dando esito preciso.

“I costi per il mantenimento della struttura attuale (che ammonta a circa 170 euro per mc) – si legge ancora – risultano significativamente maggiori di quelli necessari per la demolizione totale e ricostruzione (118 €/mc). Una nuova costruzione riuscirà a garantire significativi benefici (sicurezza, durabilità, migliore distribuzione funzionale, tempi di esecuzione dell’opera) rispetto al mantenimento della stessa; tenuto conto che le considerazioni economiche in precedenza effettuate per i corpi A1 e B possano essere estese anche agli altri corpi strutturali, si ritiene che la demolizione e ricostruzione del manufatto oggetto di studio sia da preferire rispetto al mantenimento dell’esistente”.

Un edificio che affaccia sul mare profondamente ammalorato, dunque, che non converrebbe affatto riprendere anche per via del grave stato di manutenzione e per cui sarebbe di gran lunga più conveniente la demolizione. Come confermato proprio dall’assessore Falcone che, in occasione di un incontro convocato per discutere del futuro della struttura ha parlato della volontà di procedere con l’abbattimento. “Entro la prima settimana di agosto – ha detto – completeremo il progetto ed entro agosto completeremo anche il progetto di demolizione”.

Che, oltre a costare meno, potrebbe consentire di effettuare altri lavori, ad esempio sulla viabilità, considerato il volume di traffico – di auto e persone – che potrebbe portare la Cittadella della Giustizia. Aspetto questo salutato con entusiasmo dagli attivisti di Mobilita.org, per i quali la demolizione e ricostruzione sarebbe grande occasione per migliorare il volto e la vivibilità della zona.

“L’auspicio – commentano – è che il nuovo progetto, particolarmente delicato perché in un’area di elevato pregio, tra il centro della città e il mare, a fianco del complesso fieristico Le Ciminiere, possa essere un modello per innalzare il livello qualitativo architettonico e urbanistico dell’area e, quindi, di Catania. Un’opportunità da non sprecare e che, idealmente, pur al costo di qualche mese di tempo in più, può essere colta mediante un concorso di progettazione dal quale selezionare il miglior contributo”.

Parziale apertura degli spazi a tutti i cittadini, in modo da potersi affacciare anche sulla costa e integrare nuovi spazi pubblici alla passeggiata lungo la litoranea, tra le proposte avanzate.

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