Tutti posizionati in piazza “Bambini del Mondo” ad Aci Trezza, mano nella mano, formando una lunga catena a tutela delle proprie acque. Si è svolta ieri pomeriggio la manifestazione dal titolo “Abbracciamo il mare” organizzata dal Comitato Spontaneo Aci Castello formato da cittadini stanchi ed esasperati nel vedere il proprio mare sporco ed inquinato a causa di un collettore fognario – il cui progetto è partito addirittura 9 anni fa con un costo monstre di 20 milioni di euro – incredibilmente non entrato ancora in funzione. Tale strumento, denunciano gli abitanti, è di fondamentale importanza per evitare lo sversamento in acqua di materiale di scarico, ma la situazione resta ingarburgliata e non vi è nessuna certezza sulla risoluzione a breve e lungo termine della problematica. Alla protesta era presente anche il sindaco di Aci Castello, Carmelo Scandurra, mentre il commissario straordinario regionale per la depurazione, Fabio Fatuzzo, per motivi personali last minute non ha preso parte all’incontro con la cittadinanza.
Il Comitato Spontaneo: “Lavori dovevano essere completati due anni fa: vogliamo l’attivazione del collettore”
Vedere territori suggesstivi e dalla bellezza incommensurabile come Aci Castello e la sua frazione di Aci Trezza rovinati da un mare degradato, poco attrattivo per i turisti ma soprattutto pericoloso per la salute, fa male. Anzi, malissimo. “Siamo sorti come Comitato Spontaneo per denunciare la situazione di un collettore fognario i cui lavori sono scattati ben 9 anni fa – spiegano ai microfoni del QdS l’esponente del Comitato Spontaneo Lorena Granzotto e Sebastiano Catena – Oggi è arrivato ad Ognina ed è progettato per far confluire i reflui di Capomulini, Aci Castello, Aci Catena sino a Pantano d’Arci dove si trova il depuratore di Catania. Ebbene, nonostante sia passato tutto questo tempo, noi oggi scarichiamo ancora nel mare. Di chi è la responsabilità? La questione è di pertinenza del P.A.F., della Regione Siciliana. Tre anni fa è stato nominato un commissario straordinario, il dottor Fatuzzo, per accelerare i tempi e non farci pagare tutte le sanzioni che l’UE c’infligge perchè scarichiamo a mare. I lavori si dovevano concludere in 2 anni, ma come detto ancora non si è visto nulla: come movimento e cittadinanza, chiediamo che finalmente questo collettore venga messo in funzione. Aci Castello ha diritto ad avere uno sviluppo turistico, così come le attività qui presenti quello di poter lavorare al di sopra di un mare pulito: ancora non ce l’abbiamo”.
Il sindaco di Aci Castello si difende: “Non è responsabilità del Comune: stiamo facendo di tutto per far partire il collettore”
Come anticipato in apertura, alla manifestazione ha voluto esserci anche il primo cittadino di Aci Castello, Carmelo Scandurra, vestito di bianco e azzurro proprio come richiesto dagli organizzatori per simboleggiare la difesa del mare. Il sindaco, incalzato dalle nostre domande, si è difeso, sostenendo che il Comune non abbia alcuna responsabilità sulla mancata attivazione del collettore e che, anzi, si stia cercando di fare il possibile per far finalmente attivare l’impianto: “Ringrazio i cittadini che hanno organizzato questa manifestazione. Gli abitanti amano il nostro territorio e chiedono quello che tutti noi vogliamo da tanto tempo: l’attivazione del collettore fognario. La partenza dell’opera, sottolineo, non dipende dal Comune di Aci Castello perchè il collettore interessa ben 4 municipalità: noi, Acireale, Aci Catena e Catania. Il collettore è quasi completo, le elettropompe si trovano già in deposito pronte ad essere installate e la stazione appaltante, ossia la Regione Siciliana, si è dichiarata disponibile a farle montare e collaudare tutta la struttura. Quello che noi chiediamo, insieme alla nostra cittadinanza, è l’attivazione del collettore che risolverà i problemi presenti sulle nostre acque, liberandole dagli scarichi”.
“Tempistiche? Non posso dirle perchè non dipende da me: la situazione è ingarbugliata”
Se la responsabilità non è da addebitare al Comune di Aci Castello, ci si chiede da chi dipenda lo stallo sui lavori e quali siano le tempistiche per la risoluzione della controversia: “L’attivazione del collettore è condizionata da tanti fattori – continua Scandurra – La cosa si è complicata: recentemente c’è stata la risoluzione del contratto con SIE che doveva essere il gestore unico. La partenza del progetto non si sa più da chi dipenda. Noi ci siamo messi in moto da tempo scrivendo al commissario regionale per la depurazione (Fatuzzo, non presente come detto all’iniziativa n.d.r.), abbiamo mandato appelli anche a SIDRA, all’ATI, alla Regione Siciliana per far partire immediatamete il collettore. I cittadini non possono più aspettare: 20 milioni spesi. La responsabilità non è nostra? Ci mancherebbe che la responsabilità sia nostra – risponde stizzito Scandurra – Noi siamo stati promotori, pur non essendo stazione appaltante, di diverse iniziative sia in Prefettura sia presso il Comune, invitando tutti i soggetti interessati: da quando sono sindaco non ho mai bloccato i lavori al collettore fognario durante la stagione estiva perchè ritengo l’ultimazione dei lavori fondamentale per liberare il nostro mare. Tutto quello che sto dicendo è messo nero su bianco, ci sono atti pubblici che certificano i nostri tentativi. Qual è nello specifico il problema allora? Mi dicono che sussistono problemi al vecchio allacciante dell’impianto: il commissario mi ha appena riferito che è stata affidata una gara a SIDRA per risolvere la questione legata a questa parte di struttura. Speriamo sia così: non ho dubbi che sarà così. Le tempistiche per la partenza? Non voglio dire nulla, non posso esprimere giudizi sulla partenza del collettore perchè non dipende da me”.
Leggi QUI l’approfondimento sulla condizione dell’acqua alla Plaia di Catania
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