Licenziato per aver ripreso il resto non consegnato di un caffè dal distributore automatico: è l’incredibile vicenda accaduta, nel 2024, a un dipendente del settore metalmeccanico nel Bresciano con più di dieci anni di esperienza. La giustizia, adesso, sembra dargli ragione: il Tribunale di Brescia, infatti, ha condannato l’azienda a corrispondere al lavoratore un indennizzo (senza reintegro in azienda, che comunque il diretto interessato non aveva chiesto).
Licenziato per il resto del caffè nel Bresciano, la decisione
La vicenda, riportata dal Corriere della Sera, risale all’estate del 2024. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore non avrebbe ricevuto dalla macchinetta del caffè il resto e il giorno dopo – all’arrivo del tecnico – avrebbe ripreso la somma non erogata. Un euro e 60 centesimi in totale. Un gesto che gli è costato, dopo la discussione con un collega, il posto di lavoro. Impugnato il provvedimento, l’uomo ha ottenuto il sostegno del Tribunale di Brescia, che ha riconosciuto il licenziamento come “del tutto sproporzionato” rispetto al gesto contestato.
L’azienda è stata condannata a versare all’ex dipendente un indennizzo pari a 18 mensilità. Nessun reintegro.
La decisione
“Il tecnico – si legge nelle nove pagine di sentenza – negava di aver mai autorizzato il recupero del denaro, mentre il ricorrente riferiva di aver desunto un implicito consenso dall’assenza di diniego”. L’azienda gli avrebbe contestato l’appropriazione indebita della somma e presunte minacce a un collega. Accuse smontate dalla giudice del lavoro di Brescia: le presunte minacce, infatti, sarebbero risultate “generiche” e sarebbero anche state smentite dal collega interessato (“era sgarbato, ma non minaccioso”, le sue parole); per quanto riguarda l’appropriazione indebita, il Tribunale ha stabilito che non è stato possibile stabilire se ci sia stato il consenso del tecnico ma anche che, in ogni caso, per l’azienda l’accaduto non ha avuto conseguenze negative. Il licenziamento, quindi, è stato ritenuto “obiettivamente sproporzionato rispetto alla gravità della condotta complessivamente realizzata dal dipendente”. Da qui il provvedimento: 18 mensilità di stipendio a titolo di indennizzo per l’ex dipendente.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it
Segui QdS.it su Google Non perderti inchieste, news e video
WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it

