San Giovanni la Punta, il liceo E. Majorana senza aule - QdS

San Giovanni la Punta, il liceo E. Majorana senza aule

Ivana Zimbone

San Giovanni la Punta, il liceo E. Majorana senza aule

sabato 26 Settembre 2020 - 00:02
San Giovanni la Punta, il liceo E. Majorana senza aule

La preside Carmela Maccarrone denuncia in un’intervista esclusiva al QdS le condizioni in cui versa l’Istituto. Mancano 15 locali, 340 ragazzi “costretti” a studiare a distanza

La scuola è appena ricominciata, ma è ancora presto per il rientro regolare di tutti gli studenti in classe. Carmela Maccarrone, preside del Liceo scientifico statale Ettore Majorana di San Giovanni La Punta, denuncia in un’intervista esclusiva al QdS le condizioni in cui versa l’Istituto che dirige, con molti alunni che restano ancora costretti alla didattica digitale integrata, nonostante le diverse segnalazioni inoltrate dalla scuola alla Città metropolitana di Catania, ente proprietario della struttura.

carmela maccarroneQuante sono le classi e gli studenti del Liceo scientifico Ettore Majorana ancora costretti alla Didattica digitale integrata?
“Sono 15 le classi (su 55) e circa 340 gli studenti (su 1.200) che fino ad oggi hanno svolto le lezioni solo a distanza e che fra qualche giorno faranno ‘Ddi’, ovvero con il 50 o 60% di studenti in presenza e gli altri a distanza. L’idea iniziale di riportare tutti gli studenti in presenza si è scontrata con l’effettiva capienza degli spazi e con l’attuale assenza di comunicazione da parte dell’ente locale proprietario (la Città metropolitana, ndr) riguardo gli spazi aggiuntivi che dovrebbero derivare, in prima istanza, da una congrua e doverosa razionalizzazione dei locali scolastici. Spiace, ma è doveroso evidenziare che l’ente non ha, altresì, posto in essere, alla data odierna, nessuno degli interventi manutentivi straordinari e ordinari che gli competono e che sono stati reiteratamente da me richiesti nel corso dell’ultimo settennio. Si auspica vivamente che nei prossimi mesi tali interventi siano compiutamente progettati, avviati e realizzati”.

Come avete scelto chi segue le lezioni in presenza e chi da casa? È prevista una rotazione?
“Il numero consistente degli studenti di questo liceo, poco più di 1200 in un unico plesso, non garantisce il criterio del distanziamento fisico. Per questa ragione, nel riorganizzare le attività del corrente anno scolastico, si è optato per organizzare le classi in piccoli gruppi e in relazione alla effettiva capienza di ciascuna aula. Inoltre abbiamo deciso di garantire la presenza quotidiana a scuola degli studenti del biennio e delle classi in cui sono presenti studenti con bisogni educativi speciali. Infine abbiamo disposto la rotazione in presenza dei gruppi, nonché da ultimo la didattica digitale integrata, in presenza e a distanza, nelle classi in cui ciò si rende necessario”.

Cosa serve al vostro liceo?
“Anzitutto, almeno otto locali per aule aggiuntive e la messa in sicurezza di altri quattro attualmente inagibili. Inoltre, avremmo bisogno di riguadagnare almeno tre laboratori che abbiamo dovuto convertire in aule. In totale servirebbero almeno 15 locali aggiuntivi. Certo occorrerebbe tanto altro, ma quanto sopra è veramente l’essenziale per il benessere degli studenti e dei lavoratori”.

Al di là dell’emergenza Covid, l’ex Provincia, negli ultimi anni, è intervenuta per rispondere ai bisogni della scuola (dai nuovi arredi agli interventi di manutenzione)?
“Da otto anni a questa parte il Majorana non riceve arredi e così provvedo ad acquistarli per la scuola, visto il costante aumento degli studenti. Non posso affermare che l’ente proprietario sia stato adeguatamente presente in epoca antecedente l’emergenza sanitaria”.

Lei ha segnalato le gravi mancanze alla Città Metropolitana già nei mesi scorsi. Cosa le è stato risposto?
“Vorrei evidenziare che purtroppo i tentativi di interlocuzione con i responsabili dei competenti uffici dell’ente proprietario non hanno trovato risposta né tanto meno sono stati effettuati, in tempi congrui, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Dopo diversi tentativi ho dovuto denunciare in tutte le opportune sedi le gravi criticità strutturali dell’edificio del Liceo Majorana e del centro scolastico Polivalente di San Giovanni La Punta, nonché l’inerzia a porre in essere adeguati interventi strutturali di messa in sicurezza. Ciò detto, per il Dirigente si tratta di gestire situazioni critiche con l’adozione di misure organizzative ad hoc”.

Ci può fare qualche esempio?
“L’anno scorso, già mesi prima della sospensione delle lezioni nel mese di marzo, ho dovuto interdire ben quattro aule perché dal soffitto letteralmente ‘pioveva’. Non vi è mai stata, inoltre, alcuna manutenzione degli estintori e delle porte tagliafuoco da parte della Città metropolitana, perciò la scuola da anni è costretta a provvedere con i pochi fondi disponibili che potrebbero essere destinati a tant’altro. La Città metropolitana sembra ignorare l’obbligo in capo agli enti proprietari degli immobili scolastici di assicurare e di porre in essere non solo gli interventi di manutenzione ordinaria e leggera, ma anche quelli di manutenzione straordinaria nelle scuole nelle quali tali interventi siano prioritari ed improcrastinabili”.

Voi come vi siete mossi?
“Sono fiera di poter dire che questo liceo ha operato incessantemente in questi mesi estivi (e anche prima) e continuerà a operare per garantire la ripartenza e la prosecuzione dell’a. s.2020/2021 nella massima sicurezza e serenità possibile. Grazie ai finanziamenti ministeriali e alla disponibilità di alcuni docenti del liceo (l’architetto Valeria Passalacqua e l’ingegnere Rosaria Gentile), ho potuto procedere alla realizzazione di interventi di adeguamento e di adattamento funzionale degli spazi scolastici. Sono stati affidati e realizzati i lavori di demolizione delle tramezzature, di rifacimento dell’impianto elettrico e di riscaldamento, nonché la fornitura e la posa in opera di una nuova pavimentazione in laminato al piano terra, corpo I, del liceo. Da tale spazio, originariamente destinato ad Aula magna, sono state ricavate due ampie aule divise da due pareti mobili fonoassorbenti che, una volta aperte, possono restituire gli ambienti alla loro originaria destinazione”.

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