Lipari: parla il cardiologo in pensione: "Volevano che lavorassi gratis"

Lipari, parla il cardiologo in pensione: “Volevano che lavorassi gratis”

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Lipari, parla il cardiologo in pensione: “Volevano che lavorassi gratis”

Giuseppe Bonaccorsi  |
martedì 12 Aprile 2022 - 19:15

Intervista al dott. Cogode indicato quale possibile nuovo rinforzo della struttura: "Se avessi preteso di mantenere la pensione avrei percepito solo un rimborso spese".

“Alla fine mi è stato proposto di andare a lavorare gratis in ospedale e io non ho accettato…”. Dall’altro capo del telefono c’è il dott. Riccardo Cogode, cardiologo, da un mese in pensione dall’ospedale Papardo di Messina, possibile candidato in pectore sino a pochi giorni fa per rinforzare l’organico dell’ospedale di Lipari. Il suo racconto lascia trasparire la gravissima difficoltà dell’Asp Messina, con le leggi vigenti, a reperire una figura idonea e professionalmente preparata per coprire un vuoto d’organico in una delle discipline mediche salvavita più importanti dell’assistenza pubblica.

Lei era, comunque, dato per certo dall’Asp e da tempo…

“In effetti è vero perché  a Lipari ho interessi personali  e, inoltre, ho lavorato già per l’ospedale eoliano attraverso una convenzione col  Papardo che tuttora persiste e che consiste nella turnazione a Lipari, per compessive 36 ore settimanali, di 5 cardiologi. La convenzione è servita per coprire in parte la carenza che affligge la struttura eoliana. Una volta andato in pensione, però,  ho dovuto rinunciare a proseguire il servizio perché non più compatibile. A quel punto  mi è stato proposto di esercitare la libera professione all’ospedale di Lipari attraverso un contratto stipulato ex novo”.

Chi le ha fatto la proposta?

“L’Asp. Quindi sono andato a parlare col commissario generale Asp e col direttore sanitario, accompagnato dal dirigente sanitario dell’ospedale liparoto. Dopo diversi incontri sembrava che non ci fosse alcun ostacolo. E’ stato fatto un avviso pubblico al quale ho risposto dichiarando la mia disponiblità a lavorare a Lipari e mi stato detto che ero risultato la figura più idonea per l’incarico. Quindi ho atteso che mi arrivasse una comunicazione, ma di ufficiale non mi mai arrivato nulla”.

Lei allora cosa ha fatto?

“Ho fatto qualche telefonata. Nulla di più. Sino a quando mi è arrivata una comunicazione ufficiale dell’azienda sanitaria in cui mi si dice che per svolgere l’attività a Lipari devo rinunciare alla mia pensione attuale per tutto il periodo del contratto o in alternativa, se intendo mantenere la pensione, lavorare a titolo gratuito con soltanto la copertura delle spese da quantificare”.

Probabilmente le hanno applicato le norme della Madia…E lei allora cosa ha fatto?

“Non ho accettato e mi sono dedicato ad altre attività. Oggi lavoro alla clinica “Salus” di Messina”.

Una occasione persa per l’ospedale di LIpari?

“Non spetta a me dirlo. Mi dispiace soprattutto per gli isolani, ai quali sono molto legato visto che mi conoscono e mi hanno fatto pure cittadino onorario. Tutte queste condizioni mi spingevano ad occuparmi della questione anche sotto il porfilo sociale, ma ovviamente non potevo accettare l’incarico a titolo gratuito. In effetti Lipari non ha un servizio adeguato di Cardiologia, ma devo dire che con la convenzione del Papardo l’emergenza è parzialmente rientrata anche se la copettura dell’assistenza ha24 non c’è”.

Lei è al corrente della circolare Inps che ha consentito, in periodo Covid, di stipulare contratti con personale in pensione percependo sia la pensione che il nuovo emolumento?

“Mi è stato detto, ma non sono io a poter dire cosa fare… Dico solo che se la situazione del’ospedale di Lipari è emergenziale allora il problema dovrebbe essere affrontato in regime di urgenza. Fermo restando che io ho visto gli sforzi profusi dal commissario Alagna, dal direttore sanitario e da tutti gli altri dirigenti per superare la grave situazione dell’ospedale dell’arcipelago”.

E allora?

“Forse il problema non sta all’Asp”.

Giuseppe Bonaccorsi

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