Roma, 14 lug. (askanews) – L’Italia ha ratificato l’Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche. La formalizzazione è arrivata oggi, 14 luglio 2026, a Ginevra, nel corso delle Assemblee 2026 della World Intellectual Property Organization (WIPO), con un evento che ha visto protagonista il Masaf, insieme a Origin Italia, a rappresentare un Paese che si conferma leader mondiale con 892 Indicazioni Geografiche registrate per un valore alla produzione di 20,2 miliardi di euro (Dati Rapporto Ismea-Qualivita 2025).
Alla cerimonia hanno preso parte Daren Tang, direttore generale della WIPO, Patrizio La Pietra, sottosegretario di Stato al Masaf, Luigi Maria Vignali, ambasciatore e capo rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali in Ginevra e Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia.
Il passaggio di oggi dà seguito alla legge 14 gennaio 2026, n. 13, approvata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica, recante la ratifica e l’esecuzione dell’Atto di Ginevra sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche, adottato a Ginevra il 20 maggio 2015, che estende la protezione internazionale dalle sole denominazioni di origine a tutte le indicazioni geografiche attraverso un’unica registrazione valida in tutte le parti contraenti. Un percorso che punta a rafforzare il sistema internazionale di tutela delle produzioni di qualità e della proprietà intellettuale, e a valorizzare il contributo delle produzioni certificate allo sviluppo economico e culturale dei territori.
“La ratifica dell’Atto di Ginevra da parte dell’Italia è un traguardo importante per il Sistema di tutela internazionale e un segnale di fiducia nel multilateralismo. Grazie al confronto costante con il ministro Francesco Lollobrigida e con il Parlamento, Origin Italia ha contribuito a sensibilizzare le Istituzioni su questo obiettivo, che oggi rafforza la certezza giuridica per la tutela delle Indicazioni Geografiche e garantisce continuità di protezione alle denominazioni già registrate”, ha detto Baldrighi.

