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Livelli di testosterone correlati con rischio malattie cardiovascolari

redazione

Livelli di testosterone correlati con rischio malattie cardiovascolari

venerdì 24 Maggio 2019 - 00:00
Livelli di testosterone correlati con rischio malattie cardiovascolari

Congresso nazionale della Società italiana di andrologia. Non solo calo del desiderio, allarme anche per osteoporosi e diabete

ROMA – Il testosterone allunga la vita. Se si riducono i livelli dell’ormone ‘macho’ per eccellenza, non si tratta solo di calo del desiderio ma può essere la spia di un maggior rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi e diabete. è l’allarme lanciato dagli esperti riuniti al congresso nazionale della Società italiana di andrologia (Sia) da cui arriva soprattutto l’invito a non considerare un tabù il calo del testosterone, piuttosto frequente negli uomini ‘over 50’, ma sempre più diffuso anche dai 40 anni. E tanto meno a pensare che sia ineluttabile e irrimediabile.

Una visita è necessaria non appena si presentano i sintomi come stanchezza e riduzione della velocità di crescita della barba – afferma Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore dell’Università Federico II di Napoli – perché le più recenti evidenze scientifiche suggeriscono che il riequilibrio dei livelli fisiologici di testosterone, non solo ‘ridà fiato’ alla passione, ma è in grado di interferire positivamente con la progressione di malattie cardiovascolari, osteoporosi e diabete. L’importante è rivolgersi allo specialista – sottolinea – ed evitare le soluzioni ‘fai da te’, che possono pregiudicare o rendere difficile poi interventi corretti, per capire se sia necessaria una terapia sostitutiva per ripristinare i giusti livelli di testosterone”.

Un calo del testosterone è fisiologico con il passare del tempo, tranquillizzano gli andrologi: a partire dai 40 anni l’ormone scende di circa l’1% l’anno, dopo i 60 anni si può avere una riduzione dei livelli tale da dare sintomi evidenti.

“Si stima che circa un milione di italiani fra i 40 e i 60 anni abbiano un deficit di testosterone, a cui si aggiungono circa 650.000 over 60” osserva Tommaso Cai, segretario Sia.

“Questi soggetti – spiega Cai – oltre a problemi sessuali hanno spesso altre patologie concomitanti, dall’obesità all’osteoporosi, dal diabete alle malattie cardiovascolari, fino alla compromissione delle funzioni cognitive. Il testosterone infatti è fondamentale per mantenere l’equilibrio psicofisico dell’uomo, un calo non deve preoccupare solo fra le lenzuola ma soprattutto per le conseguenze che può avere per la salute”.

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