Lo stipendio dei medici - QdS

Lo stipendio dei medici

Luigi Grimaldi

Lo stipendio dei medici

lunedì 08 Luglio 2019 - 12:46

Qualche mese fa oltre 500 medici canadesi hanno contestato un ulteriore innalzamento del loro livello salariale deciso dal governo

Forse è scappata all’attenzione dei più, ma qualche mese fa oltre 500 medici e specializzandi canadesi hanno firmato un pubblico appello di protesta per contestare un ulteriore innalzamento del loro livello salariale concesso dal governo centrale della loro confederazione. I coraggiosi firmatari hanno dichiarato che “questi aumento sono tanto più paradossali in quanto gli infermieri, amministrativi e tutto il personale di supporto alle nostre attività lavorano in condizioni economiche molto difficili e mentre i nostri pazienti vivono senza poter accedere alle necessarie cure e servizi a causa dei recenti tagli al nostro sistema sanitario e per la centralizzazione del potere decisionale presso il nostro Ministero della Salute. L’unica cosa che sembra indenne dai tagli è il nostro stipendio…”.

La maggior parte degli operatori sanitari italiani penserà, leggendo tali affermazioni, che il Canada appartenga ad un universo quantico parallelo al nostro o che l’uso delle sostanze psicotrope deve essere molto diffusa tra i colleghi d’oltre oceano! Lo stipendio medio lordo di un medico canadese in effetti è circa $225.000 (= €153.000 circa), uno sproposito rispetto agli stipendi dei medici nostrani che sono considerati bassissimi, quasi irriverenti, nei confronti dei colleghi dell’Unione Europea. Uno studio un po’ datato (2014) dell’International Labor Organization riportava che gli specialisti meglio pagati in Europa erano gli olandesi (€ 253.000/annui in media), seguiti dal Belgio (€188.000), Regno Unito (€150.000) e Francia (€149.000) con, stranamente, la Germania in 8° posizione (€88.000) e la Grecia 12° (€67.000).

E l’Italia? Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel 2018 il guadagno medio dei medici italiani era di €64.900/annui (meno della Grecia!) con una paradossale forchetta a favore dei 100.000 medici di medicina generale che a fronte di uno stipendio medio di un primario ospedaliero di €4.500, arrivano tra varie integrazioni e maggiorazioni a percepire tra i 3.500 e i 6.000 euro mensili. Se proprio, quindi, una lettera di protesta dovesse essere redatta dai medici del Ssn dello stivale dovrebbe si far notare che i tagli stanno affogando la (bi)unicità della nostra copertura universale sanitaria e che sempre più si spingono i cittadini a ricorrere alla sanità privata (spesso di ottima qualità e certamente vicariante tante carenze del sistema) o addirittura a non curarsi del tutto, ma la postilla sugli stipendi dovrebbe essere diametralmente opposta a quella dei colleghi nord-americani, con una richiesta di integrazione degli stipendi a livelli compatibili con gli indubbi successi che vengono tuttora ottenuti su parametri importanti come la sopravvivenza media, gli indici di morbidità (il numero di casi di malattia per unità di popolazione) e la generale competitività del sistema medico-scientifico italiano nell’agone mondiale (circa la 7° posizione per numero di pubblicazioni di qualità in ambito medico).

Chissà se i medici canadesi non abbiano tratto spunto proprio dal caso italiano, ma a nome dei medici italiani posso tranquillizzarli su un punto: vista l’analogia tra la deriva dei sue sistemi, dubitiamo che portando il livello salariale dei medici a quasi 1/3 del loro, la salute dei loro malati, come quella di Violetta nel 3° atto della Traviata verdiana, rifiorirà! E, comunque, i nostri mutui hanno più o meno lo stesso tasso dei loro…

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