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L’Odissea del ragazzo dell’Est che ha trovato casa in Italia

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L’Odissea del ragazzo dell’Est che ha trovato casa in Italia

venerdì 29 Novembre 2019 - 00:00
L’Odissea del ragazzo dell’Est che ha trovato casa in Italia

Bielorussia 1996: nasce Yuri, ma la sua vita inizierà solo nel 2015. “L’orfanotrofio era mia madre e gli altri bambini i miei fratelli”

CATANIA – Passione e determinazione illuminano gli occhi del ventitreenne Yuri mentre racconta la storia fuori del comune della sua vita, iniziata nella fredda capitale bielorussa Minsk.

Nacque con gravi problemi alla tiroide, dovuti al disastro nucleare di Chernobyl del 1986 e non conobbe mai i suoi veri genitori. Trascorse, infatti, la prima parte della sua infanzia rinchiuso in un orfanotrofio, circondato da medici e professori dai modi severi e austeri e, solamente all’età di nove anni, fu affidato a dei genitori adottivi.

La sua nuova famiglia si trovava in Italia, qui il giovane conobbe un mondo nuovo, vide per la prima volta il mare e sentì “un senso di libertà mai provato prima”. Il suo soggiorno, purtroppo, durò solo alcuni mesi, ma questo non gli impedì di affezionarsi alla cultura e alla storia di quello che considerava già il suo nuovo paese. Una volta fatto ritorno a Minsk fu trasferito in un altro istituto e iniziò a frequentare la scuola pubblica.

Un anno dopo venne affidato nuovamente ad una famiglia siciliana e dovette lasciarsi ancora una volta alle spalle “amici che amava come fratelli’’. Trascorse in Italia solo tre mesi e quando tornò in Bielorussia fu costretto a cambiare istituto per la terza volta. Qui ebbe a che fare con compagni violenti che, con minacce, pretendevano che lui sottostesse ai loro voleri.

Yuri preferiva, così come aveva imparato dalla Storia – la sua materia preferita a scuola -, “essere libero, anche a costo di un occhio nero, piuttosto che schiavo dei più prepotenti’’. Fu proprio per questo motivo che nella foto per l’annuncio di adozione di quell’anno venne ritratto con la testa fasciata.

A rispondere a quell’annuncio furono Nagert e Anatoli, una coppia di Minsk che Yuri ricorda tutt’ora con molto dolore. Con loro passava quasi tutti i fine settimana fino a quando, dopo l’ennesimo doloroso ritorno dall’Italia, scoprì che entrambi erano venuti a mancare. Dopo questo dispiacere, Yuri riportò gravi disturbi psicologici che continuano a segnarlo ancora oggi.

Finalmente all’età di diciotto anni la sua vita subì una svolta: venne adottato definitivamente da una famiglia italiana. Yuri ebbe così la tanto attesa possibilità di iniziare una nuova vita, lontano da quei luoghi carichi di rabbia e di dolore. Nonostante l’età e le difficoltà dovute alla lingua riuscì a iscriversi all’Istituto Statale di Istruzione Superiore “F. Eredia” di Catania.

Oggi si sente finalmente parte integrante di una famiglia e di un paese libero grazie al quale riesce ad avere sogni e ambizioni; uno tra questi è diventare una guida turistica per trasmettere ai visitatori le stesse emozioni che lui per primo ha provato quando mise piede, per la prima volta, in Italia.

Per motivi di riservatezza il nome del ragazzo è inventato, le vicende sono reali.

Emanuela Ragonese
Tommaso Carollo
Andrea Fazzio
Nicoletta Cori

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