Roma, 26 mag. (askanews) – L’Italia si è battuta contro le etichette condizionanti come il Nutriscor perché a noi interessa un modello di informazione puntuale alle persone che acquistano e consumano, perché possano essere consapevoli rispetto a quello che stanno facendo per il proprio benessere e quindi abbiamo chiesto una etichetta che certifichi a livello europeo da dove viene quel prodotto. L’Italia è garanzia di qualità e noi vogliamo che ci sia scritto che quel prodotto è italiano”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel corso del punto stampa a margine della riunione del Consiglio Agrifish.
“Noi vogliamo trasparenza – ha proseguito il ministro – e vogliamo, a fronte di un mercato unico europeo che a volte ci convince poco sulle importazioni e sul modello di accesso delle merci, trovare il modo di avere etichette su tutti i prodotti che diano l’indicazione chiara della provenienza”. “L’Italia non ha paura di affrontare fasi di dibattito e di dialogo – ha quindi aggiunto – anche rispetto a regolamenti che si sono dimostrati non capaci di garantire le persone che acquistano. L’Italia e il suo governo in questo momento sono in grado di incidere, quindi quando si riapre una porta non temiamo di essere battuti a prescindere, come invece è avvenuto per troppo tempo”.
Lollobrigida ha spiegato che la posizione italiana è quella di un rafforzamento delle etichette di origine attualmente in essere, come quella sul miele che “è abbastanza chiara ma ancora non del tutto: si parla solamente di un dato percentuale – ha detto – però noi riteniamo che tendenzialmente l’etichetta di origine vada posta su tutti i prodotti sui quali non sia irragionevole porre un’etichetta di trasparenza che segni la provenienza”. “Non vedo quale sia il problema di dire – ha constatato – se un prodotto viene dall’Italia viene dalla Repubblica Ceca o dall’Olanda se uno ha la coscienza a posto”.
E, a una domanda specifica sulla provenienza delle carni, ad esempio di quelle destinate a produrre il prosciutto, il ministro ha detto: “a noi interessa garantire la trasparenza, poi se ci sono persone che sono contrarie a dire se un prodotto viene dall’Italia e un pezzo del meccanismo di trasformazione viene dall’Italia spiegassero il perché. Poi magari ci sono anche delle ragionevoli obiezioni: uno è pronto ad ascoltarle, ma dove non sono ragionevoli e sono magari tese solamente a mettere in condizione la persona che acquista di non sapere bene che cosa sta facendo noi crediamo vadano superate”.

