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L’ombelico del mondo

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L’ombelico del mondo

Giovanni Pizzo  |
venerdì 08 Luglio 2022 - 09:02

Ai tempi dei greci la città di Archimede, altro che Cingolani, era New York, ed Ortigia era Manhattan, Non riesco a pensare un luogo più ombelico del mondo di Siracusa ogni volta che ci vengo

Noi siciliani, tutti, anche se abitiamo in un buco di paese sperduto, da S.Cristina Gela a Floresta, abbiamo una sindrome tutta siciliania, ci sentiamo ombelico del mondo. Il Paese è dei paesani, ed a ciascuno il suo, come diceva Sciascia, il proprio paese, la propria città, gli pare l’unico luogo di bellezza dove si possa vivere. Mio nonno, che da ufficiale si era fatto due guerre ed aveva girato un pochetto, riteneva che Belmonte Mezzagno, il suo paese natìo, fosse il centro dell’universo. E vendette tutte le proprietà di mia nonna, nelle oggi ricchissime Langhe, per trasferirsi vicino al suo ombelico.

Poi, ovviamente c’è un amore-odio nella classica dicotomia siciliana, come Eros e Thanatos, e solo il cittadino di una qualsiasi città siciliana può criticare il sito in questione, agli stranieri è precluso, rischio linciaggio.

Ma in qualche caso, mi dispiace per gli altri, italiani, Europei, sconfinato Mondo, lo siamo per davvero. Avete presente Siracusa, con il suo Castello, il suo teatro greco, le sue catacombe, la barocca Ortigia con il suo tempio, oggi Duomo?

Quel luogo è oggetto di culto e agorà da tremila anni, quando gli altri pascolavano capre o cacciavano bisonti, Siracusa era la civiltà. Ai tempi dei greci la città di Archimede, altro che Cingolani, era New York, ed Ortigia era Manhattan. Non riesco a pensare un luogo più ombelico del mondo di Siracusa ogni volta che ci vengo. Infatti proprio qui Domenico Dolce e Stefano Gabbana stanno organizzando il loro più grosso evento mondiale, con settecento ospiti internazionali, nella più bella piazza del settecento in Europa. Nella piazza barocca del Duomo dove al tramonto si assiste ad uno spettacolo naturale di luci sulle pietre arenarie tipiche di Siracusa, le famose giuggiulene.

Ma il problema dell’isola è proprio questo. È troppo bella, e di ombelichi ne abbiamo troppi.

Così è se vi pare.

Giovanni Pizzo

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