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Catania, la sfida contro le dipendenze. Capuana al QdS.it: “Ecco come aiuteremo i giovani in difficoltà”

Catania, la sfida contro le dipendenze. Capuana al QdS.it: “Ecco come aiuteremo i giovani in difficoltà”
L’accordo Comune di Catania-Asp per la lotta alle dipendenze giovanili

Firmato il protocollo d’intesa tra le parti: attenzione rivolta a giovani e bisognosi affetti da problemi di droga e gioco d’azzardo

Il Comune di Catania e l’Asp territoriale etnea uniscono le forze per il contrasto delle dipendenze patologiche, con particolare attenzione rivolta soprattutto ai più giovani, anche minorenni, e a tutte le persone in condizioni di estrema vulnerabilità. Negli scorsi giorni è arrivata la firma del protocollo d’intesa tra le due parti: l’obiettivo dell’accordo si basa su una maggior presenza nei luoghi di aggregazione, interventi di prevenzione e ascolto, supporto psicologico e sanitario e percorsi di accompagnamento ai servizi specialistici.

Lotta alle dipendenze: cosa prevede l’accordo tra Palazzo degli Elefanti ed Asp Catania

L’accordo tra Palazzo degli Elefanti e Asp Catania prevede il potenziamento delle unità mobili dell’Azienda Sanitaria Provinciale, operative sul territorio almeno due giorni alla settimana nelle piazze, nei luoghi di aggregazione e nelle aree maggiormente esposte a situazioni di disagio e marginalità. Le équipe sanitarie svolgeranno attività di ascolto, screening, sostegno e riduzione del danno, favorendo il contatto con i servizi specialistici. Il Comune metterà a disposizione spazi e risorse e coinvolgerà i Servizi sociali delle Circoscrizioni per individuare i bisogni e accompagnare le persone verso i percorsi di assistenza più appropriati. È prevista inoltre l’attivazione di almeno un servizio di drop-in, uno spazio di accoglienza a bassa soglia, diurno e/o notturno, rivolto alle persone con dipendenze e in condizioni di vulnerabilità. Completano il programma sportelli di ascolto, consulenza medica e sociale, supporto psicologico e iniziative di informazione e sensibilizzazione.

Capuana: “Non lasciare i giovani da soli, istituzioni e professionisti uniti nella lotta alle dipendenze”

Ai microfoni del QdS.it è intervenuto Piermaria Capuana, consigliere comunale e capogruppo Forza Italia, principale ideatore dell’iniziativa. Al nostro giornale, Capuana ha raccontato la genesi del progetto, snocciolandone dettagli e finalità: l’intento è quello di fornire un aiuto e supporto concreto a giovani e persone vittime di importanti dipendenze patologiche. “Questa iniziativa nasce innanzitutto da una riflessione personale, come giovane prima ancora che come consigliere comunale, maturata anche dopo la dolorosa scomparsa di Luca Palmegiani – spiega Capuana al QdS.it – Mi sono chiesto cosa potessi fare concretamente, attraverso il ruolo istituzionale che ricopro, per affrontare un problema che riguarda tanti ragazzi della mia generazione e che troppo spesso viene considerato soltanto quando si verifica un’emergenza.
Per questo, nel marzo 2025, come capogruppo di Forza Italia, ho presentato una mozione, successivamente approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, per chiedere una rete di ascolto e supporto psicologico in collaborazione con l’ASP. Essere riusciti a trasformare questa proposta in un percorso istituzionale condiviso, arrivando alla firma del protocollo, rappresenta un primo risultato concreto. Il valore strategico di questa partnership tra Comune e ASP di Catania sta proprio nell’unire competenze e professionalità per affrontare in maniera strutturata il disagio giovanile, attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni. Per questo desidero ringraziare l’Amministrazione comunale, in particolare l’Assessore alle Politiche Giovanili Viviana Lombardo, il Direttore Generale dell’ASP Giuseppe Laganga e tutti coloro che hanno contribuito, con il proprio impegno, a rendere possibile questo importante passo avanti”.

L’obiettivo dell’iniziativa: “Occhio principale rivolto ai NEET”

“L’obiettivo – prosegue il giovane consigliere Comunale – è fare in modo che un giovane in difficoltà sappia di non essere solo e possa trovare nelle istituzioni un punto di riferimento concreto, attraverso professionisti capaci di ascoltarlo, orientarlo e accompagnarlo verso il sostegno necessario. Il protocollo individua come destinatari prioritari i giovani tra i 14 e i 29 anni, con particolare attenzione a chi vive situazioni di vulnerabilità, dipendenze patologiche e ai cosiddetti NEET, cioè ragazzi che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi. Non parliamo soltanto di una sede fisica, ma di una rete territoriale di servizi, che prevede sportelli di ascolto, supporto psicologico, diverse unità mobili con una presenza programmata sul territorio di almeno due giorni alla settimana nei luoghi di aggregazione e nelle aree a maggiore vulnerabilità e l’attivazione di uno spazio di accoglienza diurno e notturno. Per quanto riguarda la sede e le modalità di accesso, saranno necessari i successivi passaggi organizzativi da parte del Comune e dell’ASP. La nostra priorità è che questi servizi siano realmente accessibili, soprattutto a chi oggi incontra maggiori difficoltà nel chiedere o ricevere aiuto”.

“Disagio giovanile grave emergenza che non possiamo sottovalutare”

Sono tantissimi, purtroppo, i casi di giovani catanesi che si trovano alle prese con difficoltà psicologiche, isolamento, ansia e stress: tutto ciò, di conseguenza, porta allo sviluppo di dipendenze legate all’uso di droghe e gioco d’azzardo, ma non soltanto: “Il disagio giovanile è un’emergenza reale che non possiamo sottovalutare – prosegue -. Parliamo di una generazione che affronta difficoltà psicologiche, isolamento, ansia, disturbi alimentari e nuove forme di dipendenza, non soltanto legate alle sostanze, ma anche al gioco d’azzardo e all’utilizzo problematico delle tecnologie digitali. Non tutte queste problematiche sono necessariamente dipendenze e ciascuna richiede un intervento specialistico appropriato. Da giovane credo che il primo problema sia proprio riuscire a intercettare chi sta attraversando un momento di difficoltà, perché spesso non si ha la forza, gli strumenti o la possibilità economica di chiedere aiuto. Le istituzioni non possono aspettare che il disagio diventi un’emergenza. Devono imparare a riconoscerlo e intervenire prima. È questo il valore del protocollo: mettere in rete competenze sanitarie e servizi sociali, portando ascolto, prevenzione e assistenza anche nei quartieri e nei luoghi frequentati dai giovani. Non basta più soltanto sensibilizzare: dobbiamo costruire risposte strutturate e continuative”.

“Firma del protocollo soltanto il primo passo: ecco i prossimi step”

Ma quando partirà concretamente l’iniziativa? Piermaria Capuana spiega quali saranno i prossimi passaggi determinanti per avviare il percorso d’aiuto per chi si trova in condizioni di estremo disagio: “La firma del protocollo rappresenta un primo risultato importante, ma non il punto d’arrivo – conclude il capogruppo Forza Italia – Adesso si apre la fase dell’attuazione, attraverso un gruppo di lavoro congiunto chiamato a coordinare gli interventi, definire le procedure operative e monitorare i risultati. Come consigliere comunale e promotore della mozione, continuerò a seguire questo percorso insieme all’Assessore alle Politiche Giovanili Viviana Lombardo, affinché gli impegni assunti si traducano in servizi concretamente accessibili. Perché il vero traguardo è la fare in modo che ogni giovane in difficoltà possa trovare ascolto, sostegno e assistenza”.

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