Milano, 9 lug. (askanews) – “È fondamentale trasmettere a consumatori e operatori un’immagine più attuale dell’Amarone di qualità: un vino contemporaneo, duttile, capace di accompagnare occasioni diverse e non solo i momenti più tradizionali. In questo senso, credo sia importante andare oltre l’idea di un Amarone pesante e ‘ingombrante’, per mettere invece in luce uno stile che privilegia eleganza, equilibrio e grande capacità di evoluzione nel tempo”. Luca Speri spiega in breve ad askanews la linea del suo mandato da nuovo presidente di Famiglie Storiche, l’associazione nata nel 2009 che riunisce oggi tredici aziende della Valpolicella.
“Allo stesso tempo, ritengo centrale rafforzare il dialogo con realtà affini alla nostra, dal mondo del vino a quello dell’ospitalità e della ristorazione, costruendo relazioni basate su una visione condivisa della qualità” ha proseguito Speri, settima generazione alla guida di Speri Viticoltori, che ha raccolto il testimone da Pierangelo Tommasi, che ha guidato l’associazione dal 2022, accompagnandola in una fase di consolidamento dell’identità e della presenza in Italia e all’estero. Nel nuovo consiglio direttivo, Maddalena Pasqua di Bisceglie di Musella e Franco Piona di Torre d’Orti assumono il ruolo di vicepresidenti, mentre Tommasi resta nel CdA come past president e Armando Castagnedi di Tenuta Sant’Antonio entra come consigliere.
“Un altro aspetto cruciale è il lavoro sui mercati internazionali” ha aggiunto Speri, sottolineando che “presidiare significa certo consolidare la presenza, ma anche creare un legame autentico con il territorio, portando persone e operatori in Valpolicella, così da far vivere in prima persona la nostra cultura, la nostra storia e le nostre tradizioni”. In questa prospettiva, ha spiegato, le attività di incoming rivolte a giornalisti, professionisti della ristorazione e operatori del settore diventano strategiche, perché possono trasformarsi in un moltiplicatore di conoscenza e reputazione per il territorio nei rispettivi Paesi.
Famiglie Storiche comprende oggi Allegrini, Begali, Bertani, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti e Zenato. L’associazione si è progressivamente ritagliata un ruolo di rappresentanza nel racconto dell’Amarone e della Valpolicella, puntando su un’idea di fine wine legata alla riconoscibilità territoriale e a un dialogo più stretto con la ristorazione.
Il cambio ai vertici riguarda anche Antica Bottega del Vino, il progetto enogastronomico controllato da dieci aziende di Famiglie Storiche: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato. Alla presidenza arriva Giacomo Boscaini di Masi Agricola, mentre Giordano Begali di Begali e Alberto Zenato di Zenato saranno vicepresidenti. Sabrina Tedeschi resta nel direttivo come past president. “Antica Bottega del Vino è molto più di un ristorante: è un luogo simbolo della cultura del vino veronese, un patrimonio storico e umano che racconta la nostra città, il valore dell’accoglienza e i valori condivisi da Famiglie Storiche” ha ricordato Boscaini, indicando come obiettivo quello di valorizzare la Bottega “preservandone l’identità, la storia e l’anima, e accompagnandola con equilibrio verso nuove opportunità di crescita”. Il nuovo assetto si inserisce in una fase che per Antica Bottega del Vino è stata segnata dal consolidamento della sede storica di Verona e dall’apertura, a fine 2025, del locale di Cortina d’Ampezzo.

