Ludopatia, nel 2018 spesi a Ragusa 124 milioni: per il consigliere D’Asta è emergenza - QdS

Ludopatia, nel 2018 spesi a Ragusa 124 milioni: per il consigliere D’Asta è emergenza

Stefania Zaccaria

Ludopatia, nel 2018 spesi a Ragusa 124 milioni: per il consigliere D’Asta è emergenza

mercoledì 25 Settembre 2019 - 00:00

L’allarme è stato lanciato dall’aggiornamento dei dati dell’Agenzia dogane monopoli. La proposta è quella di avviare stage aducativi e corsi di formazione per arginare il fenomeno

RAGUSA – La Caritas aveva già lanciato l’allarme tempo fa: a Ragusa si gioca troppo d’azzardo.

La denuncia, ora, è arrivata dopo i dati aggiornati dell’Agenzia dogane monopoli che, con riferimento alla sola città di Ragusa, fa registrare un impiego di somme pari a 124 milioni di euro nel solo 2018. “La situazione del gioco d’azzardo rappresenta nella città di Ragusa una vera e propria emergenza sociale – ha sottolineato il consigliere comunale Mario D’Asta che preannuncia qualche attività in merito -. Un’emergenza che rischia di sfociare in conseguenze gravissime per le famiglie e soprattutto per i giovani. Una cifra enorme, esorbitante pari a una media di 1.770 euro a persona. Sono numeri devastanti che, con riferimento soprattutto alle conseguenze psicosociali del fenomeno, devono indurci a riflessioni di carattere generale, solo in apparenza lontane dalla realtà contingente della diffusione patologica del gioco, cosiddetto ‘legale’. È necessario un piano concreto, in primis da parte del governo che includa norme per il contrasto, per la prevenzione, e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico che ne vieti concretamente l’utilizzo ai minori. Difatti, quello che preoccupa maggiormente è la crescita della ludopatia tra i giovanissimi”.

Il consigliere D’Asta, inoltre, ritiene che anche il Comune possa fare qualcosa di concreto. “Giro questa mia preoccupazione all’Amministrazione comunale – ha evidenziato D’Asta – che sollecito a trovare delle risposte sul fronte educativo e informativo, di concerto con l’Asp. Tra l’altro, nel luglio scorso, era stato votato, in Consiglio comunale, un mio ordine del giorno che impegnava l’Amministrazione comunale ad adottare una moratoria per limitare in maniera vigorosa il gioco d’azzardo sul territorio cittadino. Che fine ha fatto l’ordinanza che il sindaco avrebbe dovuto emanare, proprio in seguito all’odg in questione, per vietare l’apertura di sale da gioco, sia di quelle tradizionali che di video lottery terminal, localizzati anche oltre cinquecento metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili e ricreativi e sportivi frequentati principalmente da giovani, strutture culturale e istituti bancari? Perché non è stato ancora adottato alcun provvedimento in questo senso? Rischiamo di bruciare in maniera devastante una intera generazione se non si interviene nella maniera più efficace possibile”.

La proposta che arriva dal consigliere D’Asta parte “dall’organizzazione di stage educativi, di corsi di formazione nelle scuole, di meeting periodici nei quartieri. Insomma, tutto quello che può servire – ha concluso – per fare veicolare il messaggio della gravità di un fenomeno, quello della ludopatia appunto, che può ingenerare tensioni familiari e sociali di una pesantezza inaudita”.

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