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Sorelline scomparse e poi ritrovate, l’anziana zia: “Ho sbagliato, ma non sono pentita”

Sorelline scomparse e poi ritrovate, l’anziana zia: “Ho sbagliato, ma non sono pentita”
Bambine scomparse e il luogo del ritrovamento – foto Adnkronos

“Quando vedevo in tv che i vigili del fuoco, i carabinieri impegnati nelle ricerche mi facevano pena sinceramente perché sapevo che le bambine erano qui. Lo so, ho sbagliato. Che ci posso fare? Non mi veniva di chiamare nessuno perché le sorelline stavano qua a casa ,ia e stavano bene”. Lo ha detto la zia Sofia in un’intervista a Dentro La Notizia. Le due bambine, Alisya e Sarah Di Giacinto di 16 e 12 anni, erano scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo, nella notte tra il 6 e il 7 giugno e ritrovate l’altro ieri sera. L’anziana donna di 80 anni ha anche ribadito che le due bambine “non erano segregate”

Il nonno e il compagno della madre delle due sorelle di Formia sono “increduli” per il carcere

In queste ore di isolamento in carcere per nonno e compagno della madre, i due uomini avrebbero avuto un comportamento descritto come “classico” per chi entra in carcere per la prima volta, con entrambi che sarebbero “increduli” per l’arresto senza capire la gravità dei fatti a loro contestati e i motivi dell’arresto. I due rimangono monitorati a vista, mentre la madre delle due sorelle ritrovate è in un carcere diverso.

Il tutore delle piccole: “Al momento sono in una casa famiglia, puntiamo a recuperare rapporto col padre”

“Al momento le sorelle si trovano in una casa famiglia, una struttura protetta. Stiamo valutando le azioni da mettere in campo per tutelare i loro interessi, ovviamente in attesa di capire l’evoluzione del tema giudiziario. Le incontrerò nelle prossime ore, dato che prima abbiamo voluto lasciare loro del tempo”. Lo dice all’agenzia di stampa di Ansa il sindaco di Minturno, Stefanelli, il tutore legale di Sarah e Alisya. Poi, su un eventuale e auspicato incontro con il padre delle due ragazzine: “Per il momento non so dare dei tempi ma l’obiettivo, come dice la sentenza del 28 maggio, è il recupero del rapporto con il genitore, e capire come si evolverà la vicenda con la madre. Comunque attiveremo dei percorsi di sostegno, come dice la sentenza che ha riconcesso la responsabilità genitoriale”.

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