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Lugana Doc: a Bologna oltre in 600 per “Armonie Senza Tempo”

Lugana Doc: a Bologna oltre in 600 per “Armonie Senza Tempo”

Cinquanta produttori e 150 etichette per l’evento del Consorzio

Milano, 11 giu. (askanews) – Il Lugana Doc chiude con oltre 600 partecipanti il suo debutto a Bologna con “Armonie Senza Tempo”, evento promosso dal Consorzio Tutela Lugana Doc che l’8 giugno ha riunito a Villa Benni 50 produttori e più di 150 etichette in degustazione tra operatori del settore, stampa specializzata, ristoratori, enotecari e wine lover.

La tappa bolognese ha portato per la prima volta nel capoluogo emiliano un gruppo compatto di produttori del Lugana riuniti sotto un’unica regia. Il risultato, per il Consorzio, è stato quello di presentare la Denominazione come sistema territoriale capace di tenere insieme identità, coesione produttiva e pluralità di interpretazioni.

“Bologna ha risposto con un entusiasmo che è andato oltre le nostre aspettative. Abbiamo percepito grande curiosità da parte del pubblico e degli operatori, ma soprattutto il desiderio di approfondire l’identità del Lugana attraverso il contatto diretto con i produttori”ha dichiarato il direttore del Consorzio, Edoardo Peduto, spiegando che “questo evento ha dimostrato quanto sia importante presentarsi come un comparto unito. Non siamo qui soltanto come singole aziende, ma come un sistema-territorio capace di dialogare con i grandi attori della distribuzione e della ristorazione bolognese”.

Una parte centrale della giornata è stata affidata alle due masterclass guidate da Fabio Giavedoni, dedicate rispettivamente a “L’impronta del Lago: Geologia e Visione” e a “I volti del Lugana: Identità e Avanguardia”. I due incontri hanno proposto una lettura della Denominazione attraverso il rapporto tra condizioni pedoclimatiche, storia produttiva e nuove interpretazioni, mettendo a fuoco un’area in cui convivono aziende storiche, produttori pionieri e generazioni più giovani.

“Il grande valore emerso durante la giornata è stata la capacità del Lugana di raccontarsi come un territorio vivo, sfaccettato e riconoscibile” ha affermato Giavedoni. “Il pubblico bolognese ha scoperto un Lugana profondo, sapido, capace di passare dalla freschezza immediata alla complessità di riserve che non temono il passare degli anni. È emersa l’anima di un vino che non è solo piacevole, ma intellettuale e gastronomico”.

Alla parte di approfondimento si è affiancato il walk around tasting serale, che ha occupato il centro della manifestazione con degustazioni e incontri diretti con le cantine. È stato il momento in cui operatori e appassionati hanno potuto misurarsi con le diverse espressioni della Turbiana, dal registro più immediato a quello più strutturato e longevo.

L’appuntamento di Bologna si inserisce così nel lavoro con cui il Consorzio prova a rafforzare la presenza della Denominazione sul mercato italiano, mantenendo saldo il legame con il territorio d’origine. Il Lugana Doc nasce infatti dalle colline che circondano il Lago di Garda, in un’area dove suoli argillosi e clima mite favoriscono la coltivazione della Turbiana. Riconosciuta nel 1967 e regolata dal Consorzio dal 1990, la Denominazione conta oggi 2.600 ettari, 214 produttori ed esporta oltre il 60% della produzione in 65 Paesi.