Dopo la ribalta televisiva, il pericolo turistificazione: a Macari, frazione di San Vito lo Capo (TP), il futuro prossimo potrebbe essere fatto di spettacoli in riva al mare, sedute di spinning di gruppo, lidi attrezzati per unire il piacere di una nuotata al divertimento e navette alimentate a diesel o Gpl.
Il progetto è stato pensato dall’Amministrazione comunale del centro del Trapanese, già meta nei mesi estivi di importanti flussi turistici, e ha ottenuto il via libera dalla commissione tecnica-specialistica della Regione per quanto riguarda la valutazione di incidenza ambientale sui siti protetti che insistono in una delle zone più importanti dal punto di vista naturalistico dell’estrema parte occidentale della Sicilia.
“È possibile affermare in maniera oggettiva che il progetto in oggetto non determinerà incidenza significativa, ovvero non pregiudicherà il mantenimento dell’integrità del sito Natura 2000 interessato con riferimento agli specifici obiettivi di conservazione di habitat e specie”, si legge nel parere approvato a fine settembre dall’organismo presieduto da Gaetano Armao.
A pensarla diversamente sono gli ambientalisti e a il Gruppo di esperti volontari per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione culturale dell’area che ha lanciato una petizione online per chiedere alla Regione di respingere il progetto. Tra le migliaia di firme, arrivate in pochi giorni, anche quelle di personaggi noti dello spettacolo.
Macari, la riqualificazione e il pericolo turistificazione
Al centro delle polemiche c’è l’insieme delle proposte che il Comune di San Vito lo Capo vorrebbe realizzare per fornire servizi a coloro che da metà aprile a metà ottobre frequentano la zona di Baia Santa Margherita, lungo i litorali di Castelluzzo e Macari. Quest’ultima è la frazione oramai nota al grande pubblico per dare il nome alla serie televisiva prodotta dalla Rai e liberamente basata sui racconti di Gaetano Savatteri. Ad attirare i telespettatori, oltre alle vicende che vedono protagonista il giornalista Saverio Lamanna, è senz’altro il contesto ambientale: location che richiama una Sicilia antica, lontana dai segni della modernità. E soprattutto, nonostante si tratti di luoghi a ridosso del mare, senza le tracce del turismo sfrenato diffuso nelle spiagge dei luoghi più rinomati.
La situazione in qualche modo potrebbe cambiare con il progetto del Comune, che, nonostante abbia come obiettivo “la salvaguardia dell’ambiente costiero a beneficio degli utenti che possono godere dello splendido paesaggio senza i limiti prodotti dal traffico veicolare e dal parcheggio caotico di veicoli e caravan”, ha destato perplessità in tanti.
Il progetto prevede la realizzazione di due aree di almeno 20mila metri quadrati ciascuna da spianare e trasformare in parcheggio per autoveicoli non autorizzati a entrare nella zona a traffico limitato. Chi lascerà l’auto potrà salire su una delle navette o dei trenini turistici che collegheranno i parcheggi alle spiagge; tali mezzi saranno alimentati a Gpl o diesel. Per la spiaggia Rina di Macari, nella località Baia Santa Margherita, si pensa a una delimitazione dell’area di duemila quadrati tramite paletti in legno e corda, in modo da prevedere un ingresso centrale sottoposta al controllo di un addetto agli accessi. Prevista anche l’individuazione di un’area prospiciente il litorale sabbioso per l’organizzazione di manifestazioni temporanee-estive anche con la collocazione di palchi e stand amovibili, con intelaiatura e tralicci in acciaio” e la collocazione di bagni chimici. Il progetto prevede anche una struttura modulare e componibile da trasformare in anfiteatro e per cui c’è già il nome: Teatro Effimero.
Lidi e divertimento: nessun impatto?
Fino a oggi chi sceglie i litorali di Macari e Castelluzzo lo fa soprattutto per godere del paesaggio naturale. L’Amministrazione comunale, tuttavia, ritiene che le stesse aree possano essere organizzate in modo tale da fornire i servizi classici della balneazione. Il progetto, infatti, prevede di “individuare aree per il noleggio di lettini e ombrelloni in prossimità delle spiagge” e “di organizzare, in aree prossime alle spiagge, giochi acquatici, acquagym, spinning, area con attrezzatura per palestra e tapis roulant”, ma anche “distributori automatici o mezzi adattati per la vendita di alimenti e di prodotti preconfezionati, nonché bibite”.
La valutazione della Cts ha condiviso lo studio presentato dal Comune e di cui si è occupato un geologo. “Alla luce di quanto emerso con lo studio ambientale eseguito ai sensi dell’art. 6 della Direttiva Habitat è possibile affermare che i lavori in progetto attinenti alla gestione dei servizi turistici e altri servizi accessori non è in grado di produrre effetti pregiudizievoli all’integrità del sito Zps Ita 010029 (zona di protezione speciale)”, si legge nelle conclusioni.
Le rassicurazioni arrivano anche dalle iniziative che saranno prese dal Comune nell’ottica di informare i bagnanti. “Verranno realizzate apposite bacheche che illustreranno al turista le valenze ambientali del Sito Natura 2000 e le norme di comportamento all’interno dell’area tutelata. In particolare, all’interno dell’arenile di Baia Santa Margherita verrà realizzata apposita cartellonistica, sulla nidificazione della specie Caretta caretta e sulle norme da seguire per la sua tutela”.
La raccolta firme contro il pericolo turistificazione a Macari
Sono per il momento oltre cinquemila le persone che ritengono che il progetto del Comune di San Vito lo Capo potrà avere impatti negativi sull’ambiente.
A firmare la petizione lanciata sul sito IoScelgo.org (qui il link) sono stati diversi esperti. L’appello finora ha registrato l’adesione di personaggi noti come l’attore Giuseppe Fiorello, la regista Emma Dante e il cantante Mario Venuti, oltre che di numerosi studiosi e professori universitari.
“Il progetto provocherebbe un’ingiustificata pressione antropica – si legge nel testo – con impatti come produzione di rifiuti, rumore, consumo energetico e inquinamento dell’aria, perdita di habitat naturali e disturbo della fauna e dell’avifauna, deturpazione del paesaggio con costruzioni e una distesa di autoveicoli in parcheggi non conformi ai vincoli esistenti, alterazione del suolo, impatto sulla vegetazione endemica e sulle rocce compresa la particolare scogliera a vermeti, biocostruzione che costituisce l’omologo mediterraneo delle barriere coralline”.
Per i firmatari, la Regione non dovrebbe dare corso all’autorizzazione, nonostante il parere favorevole alla Vinca della Cts. “Più che migliorare la fruizione del luogo, la proposta sembra voler sanare irregolarità esistenti e creare un sistema di appalti e di profitto privato, ai danni delle risorse naturali e della comunità. Un modello di sfruttamento incontrollato già applicato alla spiaggia di San Vito e alla Cala del Bue Marino. Crediamo in un altro ‘turismo’, responsabile e sostenibile, e – si legge nella conclusione della petizione – diciamo No alla trasformazione di un paesaggio ed ecosistema unico in un luna park”.
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