Mafia, 30 anni fa l'omicidio di Beppe Alfano, lo sfogo della figlia: "Nessuna manifestazione per ricordarlo" - QdS

Mafia, 30 anni fa l’omicidio di Beppe Alfano, lo sfogo della figlia: “Nessuna manifestazione per ricordarlo”

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Mafia, 30 anni fa l’omicidio di Beppe Alfano, lo sfogo della figlia: “Nessuna manifestazione per ricordarlo”

Redazione  |
domenica 08 Gennaio 2023 - 09:43

Alfano venne assassinato l’8 gennaio del 1993 a soli 47 anni per le sue inchieste giornalistiche su cosa nostra.

Trenta anni fa a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, la mafia uccideva Beppe Alfano, corrispondente del quotidiano “La Sicilia” di Catania. Alfano venne assassinato l’8 gennaio del 1993 a soli 47 anni per le sue inchieste giornalistiche su cosa nostra. Il giornalista aveva raccontato la guerra tra cosche nel Messinese, gli affari per i maxi-appalti per i lavori pubblici, gli scandali legati alle frodi di produttori agrumicoli che intascavano illegalmente i fondi europei.

Il post polemico della figlia Sonia

Ieri la figlia di Beppe Alfano, Sonia, ha scritto sulla sua pagina social un lungo post contro le istituzioni: “Domani sarà il 30esimo anniversario dell’omicidio di mio padre, Beppe Alfano. Come ogni anno per mio padre – scrive Sonia Alfano – non ci saranno manifestazioni organizzate da comitati, associazioni, istituzioni, fondazioni e chi più ne ha, più ne metta. Tra qualche settimana la mia famiglia organizzerà cio che nessuno ha sentito il dovere di fare per il 30esimo anniversario del suo omicidio. Abbiamo aspettato e sperato fino all’ultimo, che qualcuno organizzasse qualcosa per rendergli omaggio, ma così non è stato. Ne prendiamo atto ancora una volta, e andiamo avanti nella consapevolezza che mio padre non rientra tra le vittime innocenti della mafia per le quali il senso civico e la coscienza dovrebbero sentire il bisogno di ricordare il suo sacrificio, e stringersi attorno alla sua famiglia. Per alcune vittime di mafia si assiste a 6 mesi di celebrazioni sfavillanti, per altre il silenzio assordante, il vuoto e lo sconforto; l’isolamento più doloroso dopo ben 30 anni! Gradiremmo non sentire più scuse, perché in questi anni ne abbiamo sentite parecchie. Quest’anno è stata la dimostrazione che se non organizza la nostra famiglia qualcosa per ricordarlo, il silenzio avvolge il suo sacrificio cercando di spingerlo ancora una volta nel baratro in dell’oblio. La mia famiglia ha deciso di commemorarlo nella Santa Messa che verrà celebrata domani 8 gennaio presso la Chiesa di San Francesco di Paola a Palermo, alle 18:30. Siete tutti invitati ad unirvi a noi. Noi presto torneremo a ricordarlo come merita, raccontando i fatti e facendo nomi e cognomi. A domani, per chi sentirà il bisogno di stringersi a noi nel suo ricordo”.

Il ricordo di Mattarella: “Inestimabile impegno civico”

“Nel trentesimo anniversario dell’uccisione di Giuseppe Aldo Felice Alfano, mi unisco al cordoglio dei familiari, ricordando il suo inestimabile impegno civico. Beppe Alfano fu vittima di un vile attentato di matrice mafiosa mentre era alla guida della sua auto: un evento tragico che sconvolse la Città di Barcellona Pozzo di Gotto. I valori di legalità e giustizia, fondamento del nostro sistema democratico, a cui Alfano si ispirava nello svolgimento della sua attività, non furono scalfiti da un delitto così spregevole”. Lo dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Con le sue inchieste Beppe Alfano narrava una realtà complessa, con l’obiettivo di svelarne le verità contro ogni forma di connivenza e corruzione”, sottolinea il Capo dello Stato. “La lotta alla criminalità organizzata era per lui un impegno da perseguire con dedizione, all’insegna di una società libera dalla sopraffazione. Una dedizione che è rimasta impressa nella memoria collettiva: la sua immagine rappresenta un modello per le generazioni di ogni tempo. Il contrasto alle mafie – afferma Mattarella – è una responsabilità comune. Il contributo di ciascuno è elemento imprescindibile per una effettiva cultura della legalità che sia esperienza e dovere sociale. La Repubblica rende omaggio alla sua memoria”.

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