Roma, 18 ott. (askanews) – “La magistratura non può essere trasformata nel capro espiatorio delle difficoltà economiche del Paese. Nessun regalo, nessun bonus, nessun aumento: le somme di cui ha parlato in queste ore la Presidente del Consiglio sono differenze retributive previste dalla legge e non corrisposte per anni, non paragonabili a quelle ipotizzate in questi giorni”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’ANM in una nota.
“I magistrati non negoziano la propria retribuzione con il governo di turno, a garanzia dell’indipendenza della magistratura dal potere politico. La legge prevede un adeguamento automatico triennale, agganciato agli incrementi medi già riconosciuti al resto del pubblico impiego. Il meccanismo non è un privilegio: vale anche per altre categorie di personale pubblico non contrattualizzato”.
“La giustizia non può essere un terreno di propaganda. Il problema sono i tribunali che cadono a pezzi, gli organici scoperti, la mancanza di giudici e pm. Siamo pronti a confrontarci su questo con la Presidente del Consiglio”.

