Mai dire “Casomai faccio il tampone”, mascherine e distanziamento possono salvarci - QdS

Mai dire “Casomai faccio il tampone”, mascherine e distanziamento possono salvarci

redazione

Mai dire “Casomai faccio il tampone”, mascherine e distanziamento possono salvarci

venerdì 23 Ottobre 2020 - 00:00

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore

Caro Direttore,

Il 26 e 27 settembre mia figlia Valeria si è trovata a rischio Covid-19 perché, in provincia di Catania, è venuta a probabile contatto con soggetto successivamente risultato positivo. Di ciò Valeria è stata informata con un messaggio WhatsApp, la sera del 2 ottobre. Nel messaggio le hanno garantito che, l’indomani, sarebbe stata contattata dall’Asp per fare il tampone.

Sabato 3 l’Asp di Catania, scoprendo che siamo di un’altra provincia, ci chiede di vedercela da soli, magari contattando l’Asp di competenza di Messina, cercandola su internet. A questo punto si attiva il nostro medico curante, da noi informato.

Lunedì 5 l’Asp di Messina organizza il tampone e stabilisce la quarantena per Valeria. Occorre precisare che, oltre che per Valeria, per nessuno di noi è stata disposta la quarantena. Qualora lei fosse risultata positiva il resto della famiglia sarebbe stato a rischio dall’ 1-2 ottobre e, in caso di positività del suo tampone, noi saremmo rimasti in quarantena per il successivo nostro tampone.

Nell’attesa, pur non avendo avuto in famiglia alcuna limitazione, poiché una eventuale nostra infezione ci avrebbe resi infettivi dal 4-5 ottobre, siamo rimasti ugualmente in isolamento volontario sino all’esito di questo benedetto tampone, preoccupandoci di ridurre i contatti e rispettare, meglio di prima, il distanziamento e la sicurezza.

Questo, in ogni caso, dovremmo farlo un po’ tutti, anche coloro a cui non capita nulla del genere, compresi quelli che, assembrati come sempre, credono di averci visto gironzolare. Mai dire: “se mi capita qualcosa tanto faccio il tampone”, credetemi, 15 cm di asticella flessibile in entrambi le narici ho capito che fanno pure male. Spero che questa lezione, che a noi d’ora in poi ci farà stare con gli occhi ben aperti, possa servire a tutti gli scaltri.

Michele Carbone
Messina

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684