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Maltempo, il Consiglio dei ministri si riunirà per ufficializzare lo stato di emergenza dopo il ciclone Harry

Maltempo, il Consiglio dei ministri si riunirà per ufficializzare lo stato di emergenza dopo il ciclone Harry

La riunione si terrà domani, lunedì 26 gennaio alle 15,30, servirà ad avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell’emergenza nazionale e per lo stanziamento delle prime risorse a sostegno dei territori colpiti

Tutto pronto per la delibera dello stato d’emergenza in Sicilia e nelle altre zone del Sud Italia maggiormente colpite dal passaggio del ciclone Harry che ha portato disagi e distruzione anche in Calabria e in diverse zone della Sardegna. Il Consiglio dei ministri si riunirà domani, lunedì 26 gennaio, alle 15,30 per questo.  

Il premier Giorgia Meloni aveva convocato il Consiglio nei giorni scorsi subito dopo la richiesta formale dei presidenti delle regioni interessate tra cui Schifani che aveva dichiarato contestualmente lo stato di calamità, lo ha confermato nelle scorse ore sia Nello Musumeci, ministro della Protezione Civile che nei giorni scorsi ha fatto visita alle zone devastate da Harry.

Si entra nella fase operativa

La riunione servirà ad avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell’emergenza nazionale e per lo stanziamento delle prime risorse a sostegno dei territori colpiti. Secondo quanto spiegato dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, si entra ora nella fase operativa prevista dal Codice della Protezione civile.

“Adesso passiamo alla fase dello stato di emergenza nazionale, che verrà dichiarato domani con una prima somma della quale non potete assolutamente tenere conto in proporzione e rispetto ai danni”, ha chiarito il ministro davanti ai sindaci dei comuni calabresi colpiti dal ciclone, sottolineando che si tratta di un primo stanziamento tecnico, necessario ad avviare gli interventi urgenti. Musumeci, che nei giorni precedenti aveva visionato la situazione in Sicilia, ha anche precisato la durata e la flessibilità dello strumento emergenziale. E ha sottolineato: “Quanto durerà lo stato di emergenza? Di solito viene proclamato per dodici mesi e viene prorogato per altri dodici. Qui il caso è diverso: può essere chiuso prima dei dodici mesi. Alcuni interventi possono essere eseguiti con le risorse dello stato di emergenza”.

Altre misure coinvolgeranno altri ministeri

Accanto agli interventi di competenza della Protezione civile, il ministro ha ricordato che altre misure richiederanno il coinvolgimento di più dicasteri: “Poi ci sono le altre richieste che coinvolgono non solo il ministero per la Protezione civile, ma il ministero dell’Economia e delle Finanze, il ministero dell’Impresa, il ministero del Lavoro, e solo quelle proprietà che riguardano la sospensione degli obblighi, quindi il pagamento di multe o di imposte, i danni per gli agricoltori”. In quest’ultimo caso, ha spiegato, “non interviene la Protezione civile, ma interviene il Ministero dell’Agricoltura, che dispone di un proprio fondo”.

Il quadro normativo consentirà inoltre di operare con procedure semplificate: “Si opera sempre in deroga alle norme ordinarie”, ha aggiunto Musumeci, spiegando che proprio per questo motivo “domani ho voluto convocare, prima del Consiglio dei ministri, alle dodici, una riunione con i capi di dipartimento, proprio per capire se e dove possiamo intervenire”.