Il maltempo che ha colpito la provincia di Trapani e in particolar modo Marsala e Petrosino con danni ingenti e qualche ferito, fanno riaccendere l’allarme sui cambiamenti climatici.
Anci Sicilia, per voce del presidente Paolo Amenta e del segretario generale Mario Emanuele Alvano, commentano con apprensione quanto accaduto nelle scorse ore.
“Le trombe d’aria che hanno colpito Marsala e il territorio trapanese, destano profonda preoccupazione. Esprimiamo vicinanza alle persone coinvolte, ai sindaci e alle comunità colpite, e ringraziamo i soccorritori impegnati nell’emergenza”.
Amenta: “Necessario accelerare su politiche di prevenzione”
Amenta chiede un’accelerazione sulla prevenzione riferendosi anche ad altri eventi estremi che hanno colpito l’Isola come ad esempio il ciclone Harry (che ha devastato a fine gennaio le coste orientali della Sicilia) ma anche agli incendi estivi che hanno mandato in fumo ettari di macchia mediterranea e non solo. Accenna alle attuazioni dei decreti del 2023 e osserva: “Dalle calamità di inizio anno agli incendi estivi, fino agli eventi atmosferici di queste ore, la Sicilia sta affrontando emergenze di diversa natura che mettono in evidenza la fragilità del territorio. La preoccupazione più grande riguarda l’incolumità delle persone, soprattutto dei bambini”.
E ancora: “È necessario imprimere un’accelerazione alle politiche di prevenzione, a partire dall’attuazioni dei decreti del 2023 in materia, e rafforzare gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici”.
La richiesta alla Regione: “Convochi subito la cabina di regia sui cambiamenti climatici”
Poi Amenta si auspica che la politica agisca: “Chiediamo alla Regione siciliana di convocare con urgenza la cabina di regia sui cambiamenti climatici e di assicurarne un’attività costante. Occorre mettere attorno allo stesso tavolo Regione, Comuni, Protezione civile e istituzioni scientifiche, con un programma operativo che individui priorità, risorse, soggetti responsabili e scadenze. A questo lavoro deve accompagnarsi una verifica periodica degli interventi effettivamente realizzati”.
Alvano: “I Comuni non possono affrontare responsabilità così rilevanti”
Alvano invece osserva come “I Comuni sono il primo punto di riferimento per i cittadini nelle emergenze, ma non possono affrontare responsabilità così rilevanti con uffici impoveriti e risorse insufficienti. Servono supporto tecnico e finanziamenti continuativi per aggiornare e rendere operativi i piani comunali di protezione civile, svolgere esercitazioni, migliorare la comunicazione delle allerte e organizzare l’assistenza alle persone più vulnerabili”.
E aggiunge, avallando quanto detto in precedenza dal presidente Amenta: “Va inoltre rafforzata la prevenzione sul territorio: manutenzione delle reti di drenaggio, verifica delle condizioni degli edifici e delle infrastrutture pubbliche, individuazione delle situazioni di maggiore esposizione al rischio”.
Amenta, infine, sottolinea: “Occorre una marcia in più rispetto al passato. La sicurezza delle comunità si costruisce prima delle emergenze, con interventi verificabili e una collaborazione stabile tra Stato, Regione ed enti locali. La prevenzione deve diventare una priorità concreta dei bilanci e delle scelte sul territorio”.
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