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Filipponi: “L’economia criminale si integra nel mercato, oggi la mafia agisce come hub di servizi illegali”

Filipponi: “L’economia criminale si integra nel mercato, oggi la mafia agisce come hub di servizi illegali”
Marco Filipponi, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Catania

In occasione del 252° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza, l’intervista al comandante provinciale di Catania Marco Filipponi: “Fiamme gialle al fianco degli imprenditori e dei cittadini onesti”

CATANIA – Lotta all’evasione fiscale, al riciclaggio, alla criminalità organizzata, ma anche tutela della spesa pubblica e contrasto al traffico di stupefacenti. Sono alcune delle azioni che vedono ogni giorno le Fiamme gialle sul campo, nel territorio di Catania, per assicurare e, se del caso, ripristinare la legalità. Per approfondire questi temi, abbiamo intervistato il Generale di brigata Marco Filipponi, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Catania che oggi, nei locali della caserma “Angelo Majorana”, celebrerà il 252° anniversario di fondazione del Corpo, presentando i risultati dell’attività svolta nel corso del 2025e nei primi mesi di quest’anno.

Le principali minacce economico-finanziarie nel territorio etneo

Generale, quali sono oggi le principali minacce economico-finanziarie che la Guardia di Finanza riscontra nel territorio della provincia di Catania?

“Quello di Catania è un contesto molto complesso anche perché, al pari di altri territori aventi una significativa rilevanza sul piano economico, è soggetto a minacce di diversa natura, legate al forte interesse delle varie forme di criminalità, anche a carattere organizzato, a fare ingresso nell’economia legale. Per questo motivo il nostro impegno è di agire ‘a tutto campo’, adottando un approccio trasversale lungo le principali direttrici strategiche che caratterizzano l’azione del Corpo, ossia il contrasto alle frodi e all’evasione fiscale, la tutela della spesa pubblica e il contrasto alla criminalità economico-finanziaria e organizzata

Negli ultimi anni avete intensificato il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale. Quali settori risultano maggiormente esposti a questo rischio?

“La criminalità organizzata persegue da tempo strategie di infiltrazione nell’economia legale e lo fa in modo variegato, sfruttando tutte le opportunità che il tessuto economico del territorio può offrire per consentire il riciclaggio dei proventi illeciti conseguiti attraverso, in primis, il traffico degli stupefacenti. Oggi non è più possibile concepire la presenza mafiosa nel sistema economico come una sorta di ‘disturbo esterno’, perché l’economia criminale si integra e si relaziona con il mercato attraverso un processo di immedesimazione che fa da volano all’espansione speculativa delle mafie. L’offerta di servizi illegali guida questo cambiamento nelle relazioni tra mafia e imprese: oggi la mafia agisce sempre più spesso come vero e proprio ‘hub di servizi illegali’, offrendo sostegno finanziario alle aziende in crisi di liquidità, possibilità di frodi fiscali, reti di società cartiere per realizzare false fatturazioni e servizi di recupero e di trasporto di denaro contante di provenienza illecita. Nella stessa logica si pone anche l’offerta di schemi di insolvenza fraudolenta, contesti nei quali la crisi d’impresa si trasforma in un’opportunità per l’organizzazione mafiosa per acquisire il controllo di aziende in difficoltà economica”.

La lotta all’evasione fiscale resta una delle missioni centrali del Corpo. Quali sono le nuove strategie adottate per individuare i fenomeni più complessi?

“Il contrasto dell’evasione fiscale costituisce chiaramente una priorità per la Guardia di finanza. Le strategie messe in campo si basano soprattutto sul costante affinamento dei percorsi di analisi volti all’individuazione dei contribuenti connotati da un più elevato indice di pericolosità fiscale. Analisi che si fondano sul patrimonio informativo contenuto nelle banche dati in uso al Corpo e riveniente dagli input che ci derivano dalle attività investigative e di controllo del territorio e dal monitoraggio del web”.

Il traffico di stupefacenti continua a rappresentare una delle principali fonti di guadagno per le organizzazioni criminali. Quale contributo sta fornendo la Guardia di Finanza nel contrasto a questo fenomeno sul territorio etneo?

“Il nostro impegno è massimo. Sono state sviluppate, sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria, indagini che hanno permesso di intercettare e disarticolare organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di stupefacenti, delineandone l’operatività e sequestrando rilevanti partite di droga. La nostra azione sul piano investigativo non si ferma qui perché è sistematicamente orientata anche ad aggredire sul piano patrimoniale i proventi dei traffici illeciti”.

Ai fini dell’aggressione dei patrimoni illeciti di quali strumenti dispone la Guardia di finanza?

“Un ruolo centrale per la ricostruzione dei patrimoni illeciti è svolto anche dagli innovativi strumenti di informatica operativa di cui la Guardia di finanza oggi si è dotata a supporto delle investigazioni. Tra questi va certamente richiamata la ‘Dorsale Informatica’, un’architettura tecnologica che ha avuto il grande pregio di unificare in una sola piattaforma circa 180 tra banche dati e sistemi informativi a valenza operativa, facendoli dialogare tra loro. In sintesi, si tratta di un applicativo che mette a disposizione di ciascun analista investigatore del Corpo un unico punto di accesso all’intero patrimonio informativo della Guardia di finanza, riducendo in maniera significativa i tempi di ricerca delle informazioni e ottimizzando i processi di lavoro. Altro fondamentale strumento per ricostruire patrimoni è ‘SIVA 3’, ossia del sistema informativo valutario, dedicato alla gestione delle segnalazioni di operazioni sospette. Le ‘SS.OO.SS.’ costituiscono input investigativi importantissimi per la gestione e la conduzione delle indagini patrimoniali, perché possono fornire elementi chiave per analizzare le ‘dinamiche’ e le ‘strategie’ finanziarie connesse alle condotte poste in essere da un indagato, individuare la disponibilità di fatto di determinati cespiti e individuare operazioni fittizie, interposizioni soggettive, distrazioni patrimoniali, titolari effettivi occulti di posizioni finanziarie. A questi strumenti si aggiunge il software ‘Molecola’, realizzato ‘in house’ dal nostro Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO).Molecola è di grandissimo ausilio perché semplifica, a livello informatico, i processi di acquisizione e catalogazione di tutte le informazioni economico patrimoniali disponibili su un determinato soggetto, evidenziando le incongruenze tra redditi ufficiali e patrimonio disponibile e fornendo agli investigatori ‘report’ standardizzati nella forma oltre che nel contenuto”.

Quale messaggio si sente di rivolgere agli imprenditori e ai cittadini onesti che ogni giorno operano nel rispetto delle regole e che vedono nella Guardia di Finanza un presidio di legalità?

“Non posso che rivolgere un messaggio di vicinanza e sostegno da parte dell’Istituzione. Il nostro sforzo operativo continuerà ad essere costantemente orientato a contrastare fenomeni illeciti, come le frodi fiscali, gli sprechi di risorse pubbliche e gli altri illeciti economico-finanziari, che costituiscono un grave pregiudizio per lo sviluppo economico del Paese e che determinano effetti distorsivi sulla concorrenza e sulla competitività degli operatori economici e dei cittadini onesti”.