Mare inquinato a Calatabiano “Depuratore, basta palliativi” - QdS

Mare inquinato a Calatabiano “Depuratore, basta palliativi”

Gianluca Virgillito

Mare inquinato a Calatabiano “Depuratore, basta palliativi”

giovedì 29 Luglio 2021 - 00:00

Il sindaco Intelisano fa il punto della situazione: “Venerdì scorso c’è stato un vertice alla Regione con il subcommissario Costanza. Si sta reagendo per la prima volta, da solo non posso fare nulla”

CALATABIANO – L’indagine “Goletta Verde” di Legambiente ha confermato una volta in più che in alcuni territori della Sicilia (nove complessivamente su 24 punti analizzati) l’acqua risulta essere inquinata. In sei casi riscontrata una forte fonte di inquinamento. Un caso emblematico è quello della foce del fiume Alcantara tra i Comuni di Calatabiano e Giardini Naxos che si aggiunge ai tratti “fortemente inquinati”. Una beffa, considerando che il fattore paesaggistico in questione risulta essere il volano principale dell’interesse turistico sui territori della zona.

“Io credo che la responsabilità di quanto sta accadendo sia attribuibile alla gestione di tanti Comuni – ha detto ai nostri microfoni il sindaco di Calatabiano, Giuseppe Intelisano -. Ci sono tanti passaggi funzionali che ho fatto nel corso del tempo con tre commissari designati dal governo nazionale tra cui l’ingegnere Rolle (oggi al suo posto c’è Maurizio Giugni, ndr). Con lui abbiamo convenuto che l’impianto di Calatabiano ha bisogno di interventi importanti, non di palliativi. Ho deciso di candidarmi anche per tentare di fare qualcosa in tal senso”.

L’ex commissario, Rolle, continua il primo cittadino, “ha riferito che erano stati stanziati due milioni e mezzo di euro per dotare la città di un impianto di depurazione in grado di garantire un’adeguata qualità delle acque. È evidente che un mare malato non può essere l’elemento di forza per attrarre i turisti a Calatabiano e nel circondario. Da questo punto di vista mi sono attivato a 360 gradi”.

“Fu presentato un project financing, ma io non ero tanto d’accordo, comportava dei costi anche per i cittadini – spiega ancora Intelisano -. Considerando che non c’erano alternative, abbiamo deciso di prendere questa strada. Dissi questo nell’ultima riunione all’istituto tecnico-industriale di Giarre insieme ad altri sindaci della zona. L’ingegner Rolle mi disse in seguito che il progetto di finanza non si poteva realizzare perché competeva con la sua azione di Commissario straordinario”.

Di recente, ovvero venerdì scorso, ci siamo recati al Dipartimento regionale per le acque e rifiuti e abbiamo parlato con il subcommissario Riccardo Costanza. Il parco dell’Alcantara sta reagendo forse per la prima volta nel modo giusto, col suo presidente e con la dottoressa Greco, che è un tecnico e ha avuto la possibilità di far venire una persona esterna per provare ad accelerare il percorso”.

“Per tutto quello che c’è da fare, non sono affatto con le mani in mano – conclude -. Io devo poter dare ai concittadini, ai turisti e agli investitori un mare sano. Non ci sono le condizioni di balneabilità e da solo purtroppo non posso fare nulla. I Comuni non sono spesso dotati di professionalità o di uffici in grado di gestire un progetto di questo tipo in cui si esige molta competenza. Non stiamo esaminando un progetto di una strada. Bisogna trovare un’alternativa all’Alcantara o in prossimità di essa, anche perché noi abbiamo fatto dei dosaggi insieme all’Arpa e chiaramente siamo ben oltre i parametri che la legge richiede, da 0 a 10.000”.

Gianluca Virgillito

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